domenica 16 febbraio 2014

Il pittore degli angeli: Angelo Mozzillo

La Crocifissione (particolare), 1770 circa, molto rovinata prima cappella sinistra in S. Maria d'Ajello, Afragola


Pochi afragolesi sono così conosciuti fuori da Afragola e quasi del tutto ignorati in Afragola quanto il pittore Angelo Mozzillo.
La storia di questo artista può essere purtroppo da esempio della scarsa attenzione che Afragola ha avuto per i suoi veri notabili. Benché gli siano state dedicate una scuola media e una via nel centro storico, la maggior parte dei suoi concittadini, come ho potuto constatare di persona, ignora chi sia e fin dove sia arrivato a dipingere Mozzillo. Questo anche e soprattutto a causa della mancanza di un vero e proprio studio scientifico della sua vita e delle sue opere.
Angelo Mozzillo nacque il 24 ottobre 1736 nel distretto della parrocchia di Santa Maria d'Ajello da Crescenzo Mozzillo e Maria Abate, e il battesimo avvenne nello stesso giorno, avendo per madrina Maria Tuccillo (APSMD, Libro dei battezzati, vol. XII a. 1736 f.33 n. 173)*. Sembra concorde presso gli storici che abbia trascorso un periodo di apprendistato presso la bottega di Giuseppe Bonito, pittore stabiese che lavorò alla corte dei Borboni. Subito dopo, Mozzillo iniziò a produrre in autonomia, e proprio a partire dalla sua città natale. Ad Afragola, ci sono ancora due tele: “L'Addolorata ai piedi della Croce” in Santa Maria d'Ajello e “San Giorgio che abbatte il Tempio di Apollo” in San Giorgio Martire, oltre alla famosa edicola della Madonna delle Grazie”
L'edicola di via Morelli
con la parte superiore ancora in buono stato di conservazione, che tutti possono ammirare in via Domenico Morelli, all'incrocio con via Pigna. Negli anni Settanta del '700, Mozzillo si trasferì a Nola, dove si sposò con una giovane del posto e dove visse stabilmente per il resto della vita. Ed è proprio questo il motivo per cui, mentre Nola abbonda di documentazione e opere del maestro, Afragola ha persino perso la memoria di lui. A Nola fece parte della Confraternita degli Artisti, e dipinse un notevole "San Francesco di Paola" nella chiesa dell'Immacolata.
Il nostro fu chiamato a dipingere soprattutto affreschi in varie zone della Campania, man mano che la sua fama si ingrandiva. Tra le città dove operò, quasi tutte in chiese ma non solo, ci furono: Napoli , Nola, Caivano (lavorò al santuario di Campiglione e nella Congrega del Sacramento presso la Parrocchia di S. Pietro), Acerra, Casoria, Cimitile, San Vitaliano, San Paolo Belsito, Palma Campania, Cicciano (affresco del 1770 raffigurante l’Arcangelo Michele nel Santuario della Madonna degli Angeli), Pago Vallo del Lauro ("Vergine Maria di Costantinopoli" nella chiesa S.Maria di Costantinopoli), Castellammare di Stabia ("Vergine che libera le anime del Purgatorio, nella concattedrale di Maria Santissima Assunta), Sparanise, Ottaviano (gli affreschi realizzati nel Castello mediceo su richiesta del principe Giuseppe III Medici)) Rocchetta e Croce ("L'Annunciazione" datata 1800 nella Chiesa dell'Annunziata) Calvi Risorta, Marigliano, San Giuseppe Vesuviano ("La Pietà" autografata e datata 1793 nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria la Pietà), Polla, Gragnano, Agerola e Massalubrense, dove il suo “San Pietro” per la chiesa di Monticchio, del 1807, è l'ultima sua opera arrivataci. Non si sa quando sia morto, ma una notizia indiretta recepita nell´elogio funebre di un noto pirotecnico veneziano sembra confermarne la scomparsa per il maggio 1810**.
A Napoli operò nelle chiese di S. Gioacchino o dell’Ospedaletto, di S.Nicola alla Dogana o di S. Lorenzo Maggiore. Aveva lavorato al restauro della Basilica di S. Lorenzo, dove, sul portale, vi era una nicchia con affresco, datato 1787, "Il martirio di San Lorenzo" .
Pietà, S. Maria dell'Arcora,
Casalnuovo
 
Nel 1785, nella Chiesa del Sacro Cuore (o della Trinità) affrescò "La cupoletta" del piccolo ambiente, che rappresenta tre fanciulli : Anania, Misal, e Azania, che furono gettati fra le fiamme di una fornace e miracolosamente salvati da Dio. Ma il suo nome resta famoso nell'antica capitale per il ciclo di “Storie” della “Gerusalemme Liberata”, dipinto nell'ex educandato di Sant'Eligio in piazza Mercato (attualmente non visitabile) e per la “Gloria” dipinta sul soffitto della Chiesa del San Salvatore nell'Eremo dei Camaldoli, datata e firmata al 1802. E' stato recentemente attribuito a Mozzillo, da parte del restauratore Aldo Guida, il dipinto "Madonna addolorata con angeli", che si trova nella chiesa di San Nicola Magno (sorta 250 anni fa) a Santa Maria a Vico, nel casertano. Lo stesso Guida ha attribuito al nostro anche le opere "Il battesimo di Cristo" e "Il primato di San Pietro".
Tutta la sua produzione, apprezzata per la sua velocità d'esecuzione, fu incentrata sulle rappresentazioni sacre e sulla ripetizione di motivi e di soggetti quasi identici fra di loro, al punto da sospettare l'utilizzo di “cartoni” (immagini standard di angeli, santi, madonne che venivano usati a ogni nuovo quadro cambiando solo colore e abito).
Si sa che a Nola fondò una sua bottega, ma si ignora se altri allievi abbiano avuto successo al pari del maestro. Una tradizione nolana afferma che lasciò una figlia che riprese i metodi del padre, e che fungeva da restauratrice delle opere paterne. L'incendio del Duomo di Nola, avvenuto all'indomani della conquista della città nel 1860, distrusse opere anche di questa presunta figlia del Mozzillo, di cui resterebbe una tela conservata nella chiesa di San Francesco a Nola, che non mi è stato possibile visitare.
Arcangelo Michele, sant. Madonna degli
Angeli, Cicciano. Data e firma sono
a sinistra, sotto il mantello dell'angelo
In attesa di notizie di nuove opere, c'è da salvaguardare quelle note, che soffrono di una prolungata assenza di ogni intervento restaurativo, soprattutto l'edicola sopra ricordata, da quasi 300 anni esposta agli agenti atmosferici e con la parte inferiore, laddove c'era il lumicino che nelle ore notturne ne indicava la presenza, quasi del tutto scomparsa. O anche l'affresco di San Vincenzo Ferrer, da me ritrovato nell'androne di un palazzo in via Plebiscito. Particolare la storia di questo affresco: in una guida ai monumenti della città del 1993, si fa riferimento a quest'opera dicendo che è accompagnata, nella seconda parte dell'androne, da un'altra dedicata a San Michele, sempre di mano del nostro pittore. Intervistando però gli abitanti del palazzo, ho saputo che il San Michele fu rimosso o imbiancato con lavori immediatamente successivi al terremoto del 1980. Quindi gli autori del 1993, molto noti in quanto appartenenti all'elitè culturale della città, non si erano neppure degnati di andare a visionare di persona quello che scrivevano, e avevano dato per esistente un affresco scomparso 13 anni prima!               
Un tipico esempio su chi e su come è stata trasmessa cultura in questa città negli ultimi decenni. Particolare anche il palazzo: esso sarebbe il luogo natio del primo vescovo dato da Afragola alla Chiesa, quel Marco Baccina o Vaccina che divenne vescovo di Trevico alla fine del Seicento, dic ui mi occupero´appena avro´piu´fonti certe.
Mozzillo è stato ed è ancora dimenticato, farne scomparire le opere sarebbe un ennesimo colpo postumo alla sua memoria.

San Vincenzo Ferrer, nell'androne di palazzo Baccina
in via Plebiscito ad Afragola



Madonna addolorata con angeli,
Santa Maria a Vico (CE)


Affresco della volta del piano nobile del Castello Mediceo a Ottaviano
(per gentile concessione del sign. Antonio Laurenza)

Apoteosi di San Romualdo
Eremo dei Camaldoli di Nola, 1792

Chiesa del Ss, Salvatore, Eremo dei
Camaldoli di Napoli, 1792

 Presentazione al Tempio, chiesa dell'Immacolata, Nola, 1779


*E' dunque falsa la tradizione che lo vorrebbe nativo di Orta di Atella, pur essendo il ceppo dei Mozzillo oriundo di quella cittadina.
** La notizia e´stata pubblicata in "Il caso Afragola", Borè editore, 2014



2 commenti:

  1. Davvero interessante la vita di questo pittore, e molto belle le sue opere. Speriamo vengano preservate al più presto, e non lasciate nel dimenticatoio.

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  2. bravissimo dott. Corcione, complimenti!

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