sabato 12 aprile 2014

Afragola sconosciuta: la croce templare in San Marco in Sylvis


Chiesa di San Marco in Sylvis, in una foto d'epoca (pubblicata dalla sign.a Raffela De Martino)


Da tempo desideravo affrontare una questione storiografica interessante, e carica di potenziali revisionismi della storia della nostra città: la presenza, all'interno della chiesa di San Marco in Sylvis, di una croce in pietra, scolpita secondo il modello delle croci dei cavalieri templari.
Le fonti sul tempio dedicato all'Evangelista non citano tale manufatto: non Luigi M. Iazzetta, parroco della chiesa e autore nel 1897 del primo compendio di notizie storiche raccolte in modo sistematico sul tempio; non Giuseppe Castaldi, nelle sue Memorie, primo testo storico su Afragola; né i vari volumi di Gaetano Capasso, piuttosto generici; né le monografie dell'architetto Catello Passinetti per l' A.R.C.A. realizzate negli anni Novanta del secolo scorso. Oggi cercherò di vagliare in maniera scientifica le due ipotesi possibili sulla presenza della croce, evitando accuratamente il sensazionalismo alla Dan Brown: qui si parla di fatti tangibili, non di cerchi nel grano o cavalieri misteriosi che vagano nella nebbia.


Prima ipotesi: la croce è originaria dell'edificio

Questa ipotesi porta a due domande principali: perché non è mai stata citata nelle varie fonti? E perché tale manufatto, che si ricollega al simbolismo dei cavalieri del Tempio di Gerusalemme, o almeno all'ambiente crociato, è presente in chiesa?
Dobbiamo innanzitutto partire dal criterio metodologico della molteplice attestazione: se un evento, un oggetto è citato da molti, anche se con le inevitabili discrepanze dovute alla soggettività degli individui, dobbiamo concludere che quel fatto e quell'oggetto siano davvero esistiti. Non si tratta di parole vuote o aria fritta: se ci pensiamo, è lo stesso criterio con cui avvengono i processi.
Sull'assenza del reperto nelle fonti locali, dobbiamo ammettere che solo recentemente le opere storiografiche si sono dotate di una certa metodicità nell'analizzare il patrimonio artistico della città, e come dimostra l'esistenza stessa di questa rubrica, essa non ha ancora argomentato circa numerosi aspetti della vita cittadina. Spesso ci si limita a una frettolosa citazione, senza analizzare aspetti che meriterebbero più attenzione. Applicando quindi alle fonti locali il criterio predetto, dobbiamo constatare che esse sono tutte concordi: sì, nel non dire nulla! Quindi il manufatto è stato introdotto successivamente nel tempio? Analizziamo i fatti.

La croce in San Marco in Sylvis

Nello specifico di San Marco, bisogna rilevare che tutti gli storici sono sempre partiti nella loro analisi dal poemetto attribuito a Domenico de Stelleopardis, domenicano vissuto nel XIV e che nel 1390 avrebbe scritto un'opera in cui raccontava della fondazione della chiesa. Secondo tale operetta, l'edificio sarebbe stato edificato per ordine del re Guglielmo e su richiesta degli abitanti del luogo, e sarebbe stato in una notte trasportato dagli angeli dal suo sito primitivo allo spiazzo in una foresta, per coprire i corpi di alcuni martiri della città di Nola, sepolti da secoli in quella boscaglia (da qui il dicatum latinizzante della chiesa, che si presume aggiunto in secoli recenti) . La data del miracoloso trasporto sarebbe quella del 10 aprile 1179, e sarebbe stata segnata dalle croci marmoree fatte apporre dal vescovo di Napoli Sergio III, avvisato solo successivamente del miracolo. Il presunto testo dello Stelleopardis, perduto in tempi antichi, sarebbe stato ristampato almeno tre volte, l'ultima delle quali nel 1682 a opera di un tale “Bocrene”, che aggiunse una sua prefazione in cui, senza citare nessuna fonte se non la tradizione, parla del 1140 come data di fondazione di Afragola da parte del re Ruggiero. Sulla credibilità o meno di questo poemetto e di questa prefazione si sono scritti fiumi di inchiostro; in questa sede, ci limitiamo a dire che, per varie ragioni di metrica e di storiografia, il poema è apocrifo, anche se reca certamente l'eco di tradizioni orali più antiche, e che di conseguenza le date del 1179 e del 1140 perdono di ogni significato.

Eliminato l'incerto, basiamoci sui fatti. La chiesa, come tutti sanno, è a navata unica è ha un impianto rettangolare; presenta poche cappelle con un apparato pittorico notevole, che è databile con certezza almeno al 1521, come è firmato in calce a uno di essi; il campanile è di stile angioino, simile a molti altri presenti in a Nola, Avellino, San Valentino Torio (presso Sarno). Sono proprio il campanile, di epoca angioina (dal 1266 in poi) insieme a un atto privato citato dal Castaldi nelle sue Memorie del 1258, in cui si cita la località di San Marco, a darci le date più antiche riguardo al territorio. E' quindi ovvio che all'inizio del XII secolo la chiesa, o almeno una cappella, esistesse già, e la citazione dei corpi santi del nolano fa supporre che i primi abitanti dell'area fossero proprio di Nola. 
L'affresco del 31 agosto 1521, datato ai piedi delle figure,
il più antico della città
Ora, dedichiamoci alla croce. Essa è di pietra e poggia sopra una mensola anch'essa di pietra, la quale presenta una frattura sul lato sinistro. E' ospitata nella cappella Alfieri, la seconda a destra per chi entra dal portale principale.
Per trovare una conferma allo stile della croce, mi sono rivolto via mail a Barbara Frale, storica medievista, una delle massime esperte al mondo riguardo la storia dei cavalieri del Tempio. Inviandole l'immagine della croce e chiedendole delucidazioni, mi ha risposto: “La forma della croce è compatibile con altre sicuramente dei Templari ritrovate nelle loro commende”, pur aggiungendo “ Le croci dei crociati erano fatte tutte più o meno così, e allora per stare sicuri bisogna che il sito dove è stata trovata sia legato all'ordine”.

Il manufatto è di stile templare, crociato almeno. Ma che legami possono esserci fra San Marco e l'Ordine fatto sciogliere da Filippo IV dopo un processo farsa nel 1314? Non abbiamo dati certi, ma possiamo analizzare quelle che si chiamano “prove circostanziali”.
Il poemetto dello Stelleopardis reca l'eco di un'antica tradizione, e cioè che San Marco copra le tombe di antichi martiri di Nola. Ora, la sede dei Templari più vicina a Napoli, e quindi ad Afragola, era a Cicciano. A soli 3 km da Nola. Coincidenza? Certo, dobbiamo ammetterlo.
I Templari erano soliti erigere cappelle per i bisogni spirituali dei confratelli, arrivando spesso a modificare l'articolazione delle parrocchie del luogo. Con la loro soppressione, molte cappelle divennero poi parrocchie. Scrive lo storico francese Alain Demurger in “Vita e morte dell'Ordine dei Templari”: “La regola costruttiva delle chiese era quella a pianta rettangolare molto semplice”. Come è difatti San Marco in Sylvis.
Soppresso che fu l'Ordine, le proprietà templari, con le cappelle, furono passate ad altri ordini, come per esempio gli Ospitalieri, quasi concorrenti dei cavalieri; ciò spiegherebbe, seppure in maniera labile, come mai le fonti affermino che la nomina del rettore di San Marco era diritto delle monache del monastero dei SS. Marcellino e Desiderio a Napoli. Diritto di cui non si sa l'origine.
Si possono ovviamente avanzare dubbi su ciascuna di queste circostanze, e definirle tutte coincidenze; fatto sta che, se la croce è definita templare o almeno di stile crociato, tali circostanze danno da pensare a una storia diversa da quella finora scritta su San Marco.

La croce ripresa da vicino
Seconda ipotesi: la croce non è di San Marco

Anche questa ipotesi io porta a due domande: come mai è stata portata lì, se non è originaria del tempio afragolese? E come mai nessuno ne ha dato notizia?
La stessa Frale, rispondendo alla mia domanda, chiede: “E stata prelevata da un altro sito?”
Allo stato attuale della ricerca, non è possibile rispondere. Nel mentre le fonti storiche non citano la croce, le testimonianze orali affermano che essa c'è sempre stata. Il parroco don Peppino Delle Cave, da me consultato, afferma che essa èì stata sempre presente in chiesa, e dopo i lavori di restauro per il terremoto del 1980, fu da lui apposta nella cappella.

Chiudendo questo contributo, possiamo avere un dato certo: nella seconda cappella di destra della chiesa di San Marco in Sylvis, è presente una croce di tipo templare, o almeno simile a quel modello. Possiamo fare ipotesi diverse sulla sua presenza lì, e di certo torneremo a occuparcene, convinti che se gli uomini di cultura ne hanno ignorato l'esistenza, altri invece abbiano informazioni preziose. Tutto seguendo ovviamente criteri storiografici: non c'è bisogno di disturbare “Mistero” e Daniele Bossari. Almeno per ora.

La croce di pietra, vista da un'altra prospettiva

N.B.: le foto pubblicate sono di mia proprietà eccetto la prima, di cui ho riportato la fonte

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