venerdì 11 aprile 2014

Incontri pseudo lavorativi del terzo tipo

Sono sempre stato pessimista di natura.
Ritengo che aspettarsi sempre il peggio da ogni situazione in alcuni casi sia la politica migliore: se la situazione è modificabile, ogni nota positiva sarà ben accetta e spingerà a un prudente ottimismo; se invece gli eventi non dipendono dalla nostra volontà, tale stato d'animo ci aiuta a prepararci ai risvolti negativi.
Sul piano lavorativo, devo constatare che sono in buona e numerosa compagnia: quando milioni di persone sono senza lavoro e altri milioni temono per la stabilità del proprio, non è necessario essere un profeta di sventura per seminare il panico e la preoccupazione. Del resto, in Italia la disoccupazione è sempre stata endemica, cosa paradossale per una Repubblica fondata sul lavoro. il detto "si stava meglio quando si stava peggio"è l'emblema di questa crisi: stavamo meglio prima quando eravamo precari,perché adesso manco più quelli siamo. E' questo non è qualunquismo pentastellato o un sordido clichè boldriniano: è la realtà.

Il lavoro, dunque. Proprio oggi, andando a un incontro informativo a Casoria, ho avuto conferma di come il mondo si divida in chi cerca lavoro e in chi cerca di fottere chi cerca lavoro.
L'informativa era stata organizzata da una grande azienda del settore del benessere, che è quotata in Borsa e ha numerosi sedi in molti Paesi. Si presuppone quindi che, seppur non ti diano un lavoro immediatamente, ci si ritrovi a parlare con personale qualificato. Ma poi ricordi di essere a Napoli, e vedi come anche le multinazionali si adattano ai costumi locali. Nello specifico, all'arte di arrangiarsi; sì, arrangiarsi a trovare degli oratori men che ignoranti, e pure incoerenti.
Entro nella hall dell'hotel che ci ospita, e subito inizia a parlare un giovane che ci spiega che il "multi-level marketing" e la vendita porta a porta non sono assolutamente la stessa cosa, pur avendo identica procedura. Dopo il terzo "A me mi hanno insegnato..." decido sul grado di deficienza della multinazionale, ma attendo ancora. Ci dice che bisogna acquistare i prodotti dell'azienda - "Perché se non sei convinto prima tu che i prodotti funzionano, come fai a venderli?"- e poi, dopo esserci fatti un certo giro, reclutare altre persone che accettassero di lavorare per la "rete".Poi ecco arrivare una serie di "quelli che ce l'hanno fatta", che erano partiti da zero e ora prendono 500, 800, 1000 o 2000 euro al mese. A me sembrano più una sfilza di casi umani, pronti a finire sul palco di  Amici della De Filippi, in mancanza di quello del fu Maurizio Costanzo Show.Solo che i casi dell'uomo senza collo erano interessanti e suscitavano denuncia. Questi ragazzi, queste casalinghe col sorriso forzato e che ripetono la pappardella, suscitano solo pietà.
Maurizio Costanzo. Sentiamo la mancanza dei suoi casi umani.
Questi ultimi almeno avevano un senso.

Infine arriva lui: l'esperto, il grande imbonitore, il Napoleone del prodotto venduto, mentore di tutti gli scimuniti visti finora. Occhio severo, volto serio, abito dal taglio scuro: trasuda professionalità da tutti i pori. Almeno fino a quando inizia a parlare.  Ecco un piccolo sunto:

Ore 19,15: "Faccio questo lavoro di rappresentanza da 18 anni, non chiamatelo porta a porta, oggi guadagno 1300 euro al mese grazie al multi-level marketing"
Ore 19, 30: "Vi assicuro che guadagnerete molto, lavoro con l'azienda da 22 23 anni, e guadagno 2000 euro senza muovermi di casa"
Ore 19, 40: "Vi consiglio di entrare a far parte della nostra famiglia, come me che lo sono da 25 anni e da 10 anni mi alzo 2000 - 2500 euro al mese netti"


Se l'incontro fosse durato fino alle 20, domani l'avremmo dovuto accompagnare all'Inps a prendere la pensione.... Si conclude l'incontro, e termina anche questa mia nuova avventura nel mondo metropolitano e nella giugla del lavoro precario. Domani è un altro giorno, e un'altra battaglia. Speriamo senza polifosfati aggiunti.

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