giovedì 17 aprile 2014

La colonna romana di Afragola

Reperto di probabile origine romana, sito nel
centro storico di Afragola
Talvolta, quando il lavoro mi lascia ritagli di tempo libero, mi piace passeggiare per i vicoli più intimi della città, visitare le chiese, ritrovare luoghi dove non ho tempo di passare. A volte si fanno scoperte che destano un sentimento che chiamare sorpresa è dir poco (vedi post precedente). Ma altre volte si è fortunati, e si rinvengono oggetti che si credeva persi per sempre.
Da tempo desideravo rivedere le colonne romane che, secondo un volume del 1991, erano state scoperte ad Afragola, all'interno delle case private. Erano 4 in tutto: due nel quartiere San Giorgio, una in via don Minzoni, e un'altra incastonata dietro l'abside di una chiesa. Eccetto quest'ultima, posta per così dire sotto il "controllo" visivo quotidiano e continuato del pubblico, e quella ripresa da me ieri pomeriggio nella foto qui a lato, le altre due sono scomparse. E stendiamo un velo pietoso sul mondo culturale di questa città, e anche sugli autori del libro di allora, i quali si sono disinteressati completamente del destino di quei reperti, impegnati solo a mostrare la loro bravura di scrittori ai colleghi amici, senza mostrare attenzione su quanto scrivevano.
Quello che vediamo qui è un tronco di colonna romana, coperto di scanalature e stecche (asticelle longitudinali incise fra le scanalature), e usato a mo' di spigolo interno di un androne di un palazzo del quartiere San Giorgio. Non era inusuale per i contadini appropriarsi di tali reperti e riutilizzarli per fini più "pratici", ignorandone il valore. Nel contesto storico della città, non sarebbe neppure una novità: già nel Novecento, il poeta Gennaro A. Rocco riferì come avesse trovato un'ara augustea lungo via Olmo, e come questa fosse usata come "scassacarri". Riguardo al nostro tronco, la sua origine è sconosciuta: non sappiamo se sia stato trovato in situ, o venga da scavi delle città vicine, come Atella o Acerra.
Altra prospettiva

Naturalmente, gli autori di un quarto di secolo fa auspicavano "opportuni confronti e sovrapposizioni" fra le varie parti di colonne ritrovati in città in quel periodo, mai realizzati. Ed ecco perché io stesso ero sfiduciato sul ritrovare qualcosa, andando nel luogo da loro indicato. Ma fortunatamente il buon senso di qualcuno, o più probabilmente l'uso pratico di sostegno per il quale da decenni è impiegato, hanno salvato questo marmo dalla distruzione, tanto dei contadini, tanto dei professoroni.
Non rivelo, per adesso, il sito preciso della colonna: chi ha il libro, lo ritroverà facilmente, e chi non l'avesse, può contattarmi in privato. Purtroppo, sono costretto a simili espedienti dall'ignavia di chi c'era prima di me, e dal timore che in una notte possa realizzarsi quello che non è accaduto in duemila anni.






English version

Sometimes, when the work leaves me spare time, I like to walk through the ancient lanes of the city, to visit the churches, to find places where I do not have time to move. Sometimes you make discoveries that arouse a feeling that surprise is an understatement to call (see previous post). But sometimes you are lucky, and you found objects that we were believed lost forever.
It has long wanted to review the Roman columns, according to a volume of 1991, had been discovered in Afragola, in private courts. They were four in all: two in the "San Giorgio" neighborhood, one in via Don Minzoni, and another set behind the apse of a church. Except for the latter, as it were placed under the daily visual "control" of the public, and the recovery from me yesterday afternoon in the photo at right, the other two have disappeared. I disapprove the cultural world of this city, and also the authors of the book at the time, which were totally uninterested about the fate of those finds, committed only to show their "pen- talent" to their friends, without showing attention as they wrote.
We can see a truncated Roman column, covered with grooves and ribs (longitudinal rods carved between the grooves), and used as corner of a doorway of a building in the district of San Giorgio. It wasn' t unusual for farmers to appropriate these findings and reuse them for "pratical" purposes, ignoring the value. About our trunk, its origin is unknown: we do not know whether it was found in situ, or comes from excavations of the nearby towns such as Atella or Acerra.

Of course, the authors of 1991 advocated "appropriate comparisons and overlap" between the various parts of columns found in the city at that time. I was discouraged about finding something, going to the place indicated by them. But fortunately the good sense to someone, or more likely the practical use of support for which is employed for decades, have saved this marble from destruction, the peasants, much of "professors".
Not reveal, for now, the exact site of the column: who has the book, will find it easily, and those who have not, can contact me privately, why in one night can be realized what has not happened in two thousand years.




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