mercoledì 2 aprile 2014

Un'isola

Nisida.
L'isola che, per alcuni, isola non è più, da quando nel secolo scorso fu realizzata la lingua di terra che la collega alla terraferma.
Piccola goccia di basalto nel mare azzurrissimo di Coroglio, amata da molti, ignorata dai più, detestata da nessuno.
Nisida. Nome che evoca sere greche, disseccati spruzzi marini, lontane voci straniere, che qui sbarcate si innamorarono della tua pace. "Piccola isola" è il nome che ti diedero: certo, dopo Itaca, i Greci erano a ben altro abituati; ma credo che nessuno, dopo averti vista, avrebbe accettato di tornarsene alla "petrosa" e lasciare il sole dolce, che bacia i visi.
Bella anche quando piove, come la prima volta che ti vidi, quel lontano marzo 2008, mentre il cielo veniva giù, e tu ti stagliavi massiccia - altro che "piccola" ai miei occhi inesperti - nel mare.
Quante ne hai viste, in 25 secoli! Era meglio non farti dono dell'orrido pontile, era meglio lasciarti da sola là, a poche bracciate da Coroglio, protetta dalla vista dello "sterminator Vesevo" dalla collina di Posillipo.
Nisida.
Isola di Napoli. Isola dei sogni.

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