domenica 25 maggio 2014

Il Sebeto, il fiume di Napoli

Molte volte, da questo blog, ho criticato lo scempio cui è stato sottoposto il nostro territorio da parte di amministratori incapaci e gente senza alcuno scrupolo verso l'eredità paesaggistica e storica lasciataci dai nostri avi. In un precedente articolo, si parlò della rinascita del torrente Riullo (altrimenti detto Gorgone), affluente di quello che fu il fiumeClanio, riemerso nelle terre di Acerra dopo decenni di emungimenti da parte di industrie sulla collina di Cancello. In un altro, a proposito di Napoli, sottolineai la malinconia che assale visitandone i meandri nascosti.
Questa volta tratto invece di un fiume ben più importante, ma di cui le tracce erano così labili già in epoca moderna da far persino dubitare che sia mai esistito: il Sebeto, il fiume di Napoli.

Il corso del fiume

Gli studiosi sono concordi nel dire che il Sebeto fosse un corso d'acqua naturalmente perenne che nasceva dalle sorgenti della Bolla presso Tavernanova, a Casalnuovo. Secondo l'abate Teodoro Monicelli, che scrive nella prima metà dell'Ottocento, esso scaturiva da 4 punti, che andavano poi a incanalarsi nella Casa dell'Acqua, edificio cinquecentesco ancora esistente tra Casalnuovo e Volla.
Cartina di A. Baratta (1618)
Era dunque un fiume di risorgiva, ed era alimentato anche da altre sorgenti, come quelle di Lufrano, che man mano incontrava nel suo percorso. Da Casalnuovo scorreva seguendo il pendio verso Volla, Ponticelli e forse all'altezza di Barra si divideva in due rami: uno svoltava verso occidente andando a perdersi nell'area dell'attuale Piazza Municipio a Napoli, l'altro proseguiva la sua corsa fino a incontrare il Mar Tirreno sotto il Ponte della Maddalena. Tale supposizione si deve alla diversa posizione che alcuni fonti assegnano al fiume.

Fonti antiche

Il primo ad accennare del Sebeto fu Virgilio nel suo capolavoro, l'Eneide. Nel Libro VII dell'opera, ai versi 733 – 736, il poeta scrive: “Nec tu carminibus nostris indictus abibis, Oebale, quem generasse Telon Sebethide nympha fertur, Teleboum Capreas cum regna teneret, iam senior”. Cioè: “Né tu sarai ignorato nei nostri versi, o Ebalo, che Telone generò, si dice, dalla ninfa Sebetide, quando dominava su Capri regno dei Teleboi, ormai vecchio”. Virgilio non parla di fiume, ma di ninfa del Sebeto, e lo fa in riferimento all'eroe Ebalo, di cui la ninfa era madre.
Poco dopo, nel I secolo d. C., Lucio Columella, autore spagnolo ma con vaste proprietà agricole in Italia, nel Libro X della sua opera De re rustica (40 ca.), descrivendo le produzioni agricole dei vari centri della Campania, scrive al verso 135: “Doctaque Parthenope Sebethide roscida lympha”. Cioè: “E la dotta Partenope irrigata dalle acque del Sebeto”.
Papinio Stazio, parlando di Partenope, scrisse nel Libro I delle Silvae (90 ca.): “Di gloria immortale vedrò il Sebeto per te, più gonfio andar festoso al mare (..). Il Sebeto vada orgoglioso per la bellezza di colei che nutrì”. Qui il Sebeto è indicato come fiume, e precisamente come corso d'acqua che nutre Partenope, l'antica colonia greca di cui già parlammo in questo blog.

Semplici citazioni, ma che situano geograficamente il fiume nell'area napoletana. La conferma dell'esistenza del corso d'acqua e della sua ubicazione ci viene anche dal ritrovamento di una moneta greca del V o IV secolo a. C., che riporta la scritta “Sepeithos” sul fronte e “Neapolites” sul recto: l'immagine riportata, quella di un giovane con un corno in fronte e i capelli trattenuti da una bandana, rappresenterebbe il dio fluviale partenopeo “Sepeithos”; tale termine greco indicherebbe tanto “andar velocemente”, tanto “marcire” secondo diverse scuole di pensiero, e sarebbe poi stato latinizzato in “Sebetho”. Questa parola ricorre infatti in un’epigrafe in marmo di età imperiale, rinvenuta scavando nei pressi di Porta del Mercato: rappresenta un tempietto in onore al Sebeto che porta la scritta “P. Mevius Eufychus aedicolam restituit Sebetho” a testimonianza del fatto che P. Mevio Eutico consacrò un'edicola al fiume.
Fontana del Sebeto (1635)
Largo Sermoneta a Mergellina
Nel Medioevo la memoria del fiume venne a perdersi, e ce lo testimonia Giovanni Boccaccio, residente a Napoli in pieno Trecento per affari finanziari della sua famiglia. Nel trattato De Fluminibus, afferma: “ Sebethus, ut quidam dicunt, Campaniae fluvius est apud Neapolim...”. Cioè: “Il Sebeto, come alcuni dicono, è un fiume della Campania presso Napoli...” aggiungendo subito dopo di non averlo mai visto nella sua permanenza nella capitale perché neppure gli abitanti sapevano dove si trovasse. Francesco Petrarca, anche lui a Napoli presso la corte di Roberto d'Angiò a metà Trecento, afferma di aver trovato appena un rigagnolo che scorreva tra le vie. Evidentemente nel corso del millennio che separa Stazio e Columella da Boccaccio e Petrarca, la portata d'acqua del fiume si era talmente ridotta da degradarlo a mero canale costretto fra le abitazioni di una città già allora afflitta da un impressionante aumento demografico.
Un secolo e mezzo dopo, il Sebeto fu citato non più come entità fisica ma come elemento poetico: Giovanni Pontano, nella sua Lepidina (1496), afferma che il Sebeto fosse un dio innamoratosi della sirena Partenope, e che al rifiuto di questa del suo amore, si sciolse in un...fiume di lacrime! Dello stesso periodo è la citazione che Jacopo Sannazzaro fa del Sebeto nella Prosa XII della sua Arcadia: il fiume trasformava in un paradiso arcadico la terra che bagnava. Ancora nel 1635 fu realizzata la fontana del Sebeto, opera di Cosimo Fanzago, fatta erigere dal vicerè spagnolo Manuel de Zuniga y Fonseca, conte di Monterey: è ripresa la tradizione del dio fluviale, non più giovane ma anziano e con una lunga barba, disteso su un fianco. La fontana si ammira tuttora a Largo Sermoneta a Mergellina, poco prima dell'inizia della salita di via Posillipo.

                                                                   Il Sebeto oggi
Il Sebeto riemerso a Casalnuovo nel 2009

Negli Anni Trenta dell'Ottocento, l'abate Monicelli scriveva di aver esplorato più volte l'area attorno alla Bolla fin quasi a ridosso del Monte Somma senza trovarvi quelle grotte in cui già a suoi tempi si diceva che nascesse il fiume. Suppose quindi che esso fosse alimentato da più bocche, di cui riuscì o ipotizzò la posizione. Testimonia inoltre che nel 1822, in occasione di una perdurante siccità che aveva asciugato le riserve idriche dei paesi vesuviani, l'intendente di Napoli ordinò che si sondasse il sottosuolo per ritrovare il Sebeto e ripulirne il corso per aumentare l'acqua a disposizione. Da ciò deduciamo che, benché si siano perse le tracce del corso del fiume, la sua memoria era ancora viva nelle popolazioni dell'area orientale di Napoli. Con lo scavo del Fosso reale (canale di scolo delle acque ristagnanti) e i continui emungimenti, il fiume venne del tutto privato dell'alimentazione idrica, e scomparve del tutto. O quasi
.
E' possibile attualmente osservare questo mitico fiume in due punti, e in due condizioni molto diverse tra loro.
Nel 2009, durante gli scavi per la costruzione della piattaforma del TAV a Casalnuovo, in località Tavernanova, emerse improvvisamente dal sottosuolo acqua di risorgiva. Le proteste di alcuni abitanti ivi residenti, che denunciavano allagamenti continui, convinsero a operare pompaggi per estrarre l'acqua. Ma ci si avvide che il flusso era continuo e non cessava nonostante i continui sforzi.
Il Sebeto riemerso a Casalnuovo nel 2009
L'azienda del TAV, per non ritardare oltre i lavori, fece realizzare una serie di condotti a cielo aperto per lo scolo dell'acqua che sgorgava di continuo, e che continuavano fino a
via Filichito all'estremo confine fra Casalnuovo e Volla.
Ciò ha prodotto negli ultimi anni, la creazione di un habitat naturale tipico degli stagni: canne, bisce, rane, pesci hanno cominciato a popolare l'area sottostante i ponti del TAV, grazie alla continua acqua limpida che veniva dal sottosuolo. Tanto che sono stati realizzati anche pontili e organizzati percorsi, abbandonati però già nel 2013, quando visitai per la prima volta l'area. Che le acque ritornate in superficie siano quelle del fiume napoletano, che questo ritorno sia dovuto solo ai lavori della TAV, e che esso non porti conseguenze estreme in un'area densamente abitata, sono tutte questioni che a mia notizia non si sono ancora affrontate.

Il secondo punto in cui è possibile vedere l'antico corso d'acqua che alimentò Partenope si trova nell'area orientale di Napoli, all'incrocio fra via Francesco Sponsilli e via Galileo Ferraris. Percorsa via Sponsilli, bisogna tornare indietro e introdursi in via Ferraris: fatti all'incirca 50 metri, si vedrà sulla sinistra un il ponte della Tangenziale e, sotto di questo, della vegetazione che in parte copra una specie di lago nero. 
Eccovi il Sebeto, versione anni Duemila: un'enorme pozza di acqua nera e vomitevole in cui galleggiano bottiglie di birra, piante morte, una sedia e Dio sa cos'altro, sito in una periferia assolata, cementificata e degradata. Tutt'un altro spettacolo rispetto all'acqua trasparente di Casalnuovo 20 km più a nord!
Il Sebeto, o presunto tale, riemerso a Napoli in via G. Ferraris

E quindi qui si conclude questo reportage alla ricerca del Sebeto, fiume di vita ai tempi di Virgilio, fogna fetida due millenni dopo.

English

The Sebeto, the river of Naples 

Many times, on this blog, I criticized the havoc it has undergone our territory by administrators and incapable people unscrupulously towards the landscape and historical legacy left to us by our ancestors. In a previous article, we talked about the revival of the stream Riullo (otherwise known as the Gorgon), a tributary of what was Clanio the river, emerged in the lands of Acerra after decades of emungimenti by industries on the hill gate..
This time instead of a river stretch much more important, but which were so faint traces already in the modern era to make even doubt that ever existed: The Sebeto, the river of Naples.

The course of the river 

The scholars are agreed that the Sebeto was a perennial stream that naturally arose from the sources of the Bull at Tavernanova, Casalnuovo. According to Abbot Theodore Monicelli, who writes in the first half of the nineteenth century, it sprang from 4 points, which were then channeled into the Water House, a building that still exists between the sixteenth and Casalnuovo Volla. Map of A. Baratta (1618) Therefore, was a resurgence river, and was fed also from other sources, such as those of Lufrano, which gradually encountered in its path. From Casalnuovo flowed along the slope towards Volla Jumper, and perhaps the height of Barra was divided into two branches, one to the west svoltava going to get lost in the area of the Piazza Municipio in Naples, the other continued its run up to meet the Tyrrhenian Sea under the Ponte della Maddalena. This assumption is due to the different position that some sources assign to the river.

Ancient sources 

The first to mention the Sebeto was Virgil in his masterpiece, the Aeneid . In Book VII of the work, verses 733-736 , the Poet writes: " Nec you carminibus nostris indictus abibis , Oebale , quem busted Telon Sebethide nympha fertur , Teleboum Capreas cum reigns teneret , I am a senior ." That is: " Neither you will be ignored in our ways, or Ebalo, which begat Tarpaulin, it is said, by the nymph Sebetide, when dominated realm of Capri Teleboi , now an old man ." Virgil speaks of the river, but the nymph Sebeto, and does so in reference to the hero Ebalo, whose mother was the nymph . Soon after, in the first century . C. , Lucius Columella , Spanish author but with vast agricultural properties in Italy, in Book X of his work De re rustica (40 approx. ) , Describing the agricultural production of the various centers of Campania, writes in verse 135: " Parthenope Doctaque Sebethide roscida lympha . " That is: " And the learned Partenope irrigated by the waters of Sebeto ." Papinio Statius, speaking of Partenope, wrote in Book I of the Silvae (90 approx. ) : " As I see the glory of the immortal Sebeto for you, the most festive swollen go to the sea ( .. ) . The Sebeto should be proud of the beauty of the woman who fed him . " Here the river is referred to as Sebeto, namely as waterway that feeds Partenope, the ancient Greek colony of which already talked in this blog. Simple quotes, but that geographically situate the river in the Naples area . The confirmation of the existence of the watercourse and its location there is also by the discovery of a Greek coin of the fifth or fourth century BC. C. , which is labeled " Sepeithos " on the front and " Neapolites " on the obverse : the image shown, that of a young man with a horn on the forehead and the hair held back by a bandana, would be the river god Neapolitan " Sepeithos " ; the greek word would indicate as much " go fast ", so " rot " in different schools of thought, and it was then Latinized into " Sebetho ." In fact, this word occurs in an inscription in marble of the imperial age , found digging near Market Gate : is a temple in honor of the Sebeto which bears the words "P. Mevius Eufychus aedicolam restituit Sebetho " reflecting the fact that P. Mevio Eutychus a kiosk devoted to the river.In the Middle Ages the memory of the river was to be lost, and gives us testimony of Giovanni Boccaccio, a resident of Naples in the fourteenth century to the financial affairs of his family. In the treatise De Fluminibus , said: " Sebethus, ut quidam dicunt , Campaniae fluvius east apud Neapolim ... " . That is: " The Sebeto , as some say, is a river in Campania, near Naples ... " adding immediately after that he had never seen in his stay in the capital because even the people knew where he was. Francesco Petrarch , who was also in Naples at the court of Robert of Anjou in the mid fourteenth century, claims to have found just a stream that flowed through the streets . Evidently, during the millennium that separates Statius and Columella by Boccaccio and Petrarch, the water flow of the river was so small that degrade it to a mere forced channel between the houses of a city already plagued by then a dramatic increase in population. A century and a half later, the Sebeto was mentioned not as a physical entity but as a poetic Pontanus John , in his Lepidina ( 1496 ), states that he was a god Sebeto love with the siren Partenope , and that the rejection of this his love , broke up in a river of tears ... ! Of the same period is the quote that Jacopo Sannazzaro does Sebeto in Prose XII of its Arcadia : the river turned into an Arcadian paradise that bathed the earth . Again in 1635 he was made the fountain Sebeto , by Cosimo Fanzago, erected by the Spanish viceroy Manuel de Zuniga y Fonseca , Count of Monterey resumed the tradition of the river god, but no longer young and old with a long beard, lying on its side. The fountain is still admired in Largo Sermoneta Mergellina , just before the ascent of initia via Posillipo.

The Sebeto today 

The Sebeto resurfaced in 2009 in Casalnuovo In the thirties of the nineteenth century, the abbot wrote Monicelli had explored several times the area around the bubble until almost near the Mount Somma without finding those caves where already in his time was said to be born by the river. Suppose then that it was powered by more mouths, of which managed or hypothesized position . It also demonstrates that in 1822 , on the occasion of a continuing drought that had dried up the water reserves of the Vesuvian towns, the superintendent of Naples ordered the sondasse the underground to find the Sebeto and ripulirne the course to increase the water available. From this we deduce that , although they have lost track of the river , his memory was still alive in the populations of the eastern Naples . With the digging of the ditch real ( drain stagnant water ) and the continuous emungimenti , the river was completely private water supply , and disappeared altogether. Or almost . E ' can now see this mythical river at two points , and in two very different conditions . In 2009, during excavations for the construction of the platform of the HST in Casalnuovo, in the locality Tavernanova , suddenly emerged from the underground spring water . The protests of some local residents, who denounced flooding continuous persuaded to operate pumping to extract water . But we saw that the flow was continuous and did not cease despite ongoing efforts . The Sebeto resurfaced in 2009 in Casalnuovo The company TAV , not to delay over the work , did make a series of ducts open to drain water that flowed continuously, and that continued until via Filichito extreme boundary between Casalnuovo and Volla . This has resulted in recent years , creating a natural habitat typical of ponds : reeds, snakes , frogs, fish began to populate the area under the bridges of the HST , thanks to the continuous crystal clear water coming from underground. So that has also been made jetties and organized paths , abandoned , however, already in 2013 , when I visited for the first time in the area . That the waters return to the surface of the river are those of Naples, that this return is only due to the work of the HST , and that it does not bring extreme consequences in a densely populated area , are all issues that my news has not yet been addressed. The second point where you can see the ancient waterway that fed Partenope is located in the eastern area of Naples , at the crossroads between Via Francesco Sponsilli and Via Galileo Ferraris . Sponsilli walked away , you have to go back and hack away in Ferraris : Facts about 50 meters , you will see a bridge on the left of the bypass and , below this , the vegetation that partially covers a kind of black lake . Here is the Sebeto , twenty-first century version : a huge pool of black water and repulsive in which floating beer bottles,dead plants, a chair, and God knows what else , set in a sunny suburb , cemented and degraded. Quite another to show respect to water transparent Casalnuovo 20 km to the north !
Then here ends this story in search of Sebeto, river of life at the time of Virgil, fetid sewer two thousands years later. 


Espagnol


El Sebeto, el río de Nápoles
Muchas veces, en este blog, he criticado los estragos que ha sufrido nuestro territorio por los administradores y las personas incapaces, sin escrúpulos hacia el paisaje y el legado histórico que nos dejaron nuestros antepasados. En un artículo anterior, hablamos sobre la reactivación de la corriente Riullo (también conocida como la Gorgona), un tributario de lo que era Clanio, el río que surgió en las tierras de Acerra tras décadas de bombeo por las industrias en la puerta de la colina.
Esta vez trataremos sobre un río más importante, pero que ya en la era moderna se ha dudado su existencia, ya que no tenemos grandes rastros : el Sebeto, el río de Nápoles.

El curso del río:
Los expertos concuerdan que el Sebeto era una corriente perenne que naturalmente surgió de las fuentes de la Bula de Tavernanova e Casalnuovo. Según el abad Teodoro Monicelli, que escribe en la primera mitad del siglo XIX, surgió de 4 puntos, que luego fueron canalizados a la Casa del Agua, un edificio que aún existe entre los siglos XVI y Casalnuovo Volla.
Mapa de A. Baratta (1618)
Por lo tanto, era un río que se alimentaba también de otras fuentes, tales como las fuentes de Lufrano, que se encuentran poco a poco en su camino. Desde Casalnuovo fluyó a lo largo de la pendiente hacia Volla Jumper, y tal vez la altura de Barra, posteriormente se dividió en dos ramas, una que recorre el oeste y se pierde en la zona de la Plaza del Municipio en Nápoles, la otra corriente continua su recorrido va hasta desembocar con el mar Tirreno, bajo el Puente de la Magdalena. Esta hipotesis se debe a la diferente posición que algunas fuentes atribuyen al río.

Las fuentes antiguas
El primero en mencionar el Sebeto era Virgilio en su obra maestra, la Eneida . En el libro VII de la obra, versos 733-736 , el poeta escribe: " Nec usted carminibus nostris indictus abibis , Oebale , quem arrestaron Telon Sebethide ninfa fertur , Teleboum Capreas cum reina teneret , iam una persona mayor . " Es decir: " Ni usted será ignorado en nuestros caminos, o Ebalo , que engendró a Lona, se dice, por la ninfa Sebetide , cuando dominó reino de Capri Teleboi , ahora un hombre viejo. " Virgilio habla del río, pero la ninfa Sebeto , y lo hace en referencia al héroe Ebalo , cuya madre era la ninfa .
Poco después, en el primer siglo. D. C. , Lucio Columela , autor español pero con vastas propiedades agrícolas en Italia, en el libro X de su obra De re rustica ( 40 aprox . ) , hizo Descripción de la producción agrícola de los distintos centros de la Campania , escribe en el versículo 135 : " Parthenope Doctaque Sebethide lympha roscida " . Es decir: "Y el Partenope aprendido regadas por las aguas del Sebeto . "
Papinio Estacio , hablando de Partenope , escribió en el Libro I de la Silvae ( 90 aprox . ) : " Como yo lo veo la gloria del Sebeto inmortal para usted , el ir hinchada más festiva del mar ( ..) . El Sebeto debería estar orgulloso de la belleza de la mujer que le dio de comer " . Aquí el río se conoce como Sebeto , es decir, como curso de agua que alimenta Partenope , la antigua colonia griega de la que ya se habló en este blog.
Son simples citaciones, pero importantes pues geográficamente sitúan al río en la zona de Nápoles. La confirmación de la existencia de la corriente de agua y su ubicación también existe por el descubrimiento de una moneda griega del quinto o cuarto siglo antes de Cristo. C. , que está escrito como " Sepeithos " en el frente y " Neapolites " en el anverso : la imagen que se muestra trata de un hombre joven con un cuerno en la frente y el pelo de las trabas de un pañuelo, sería el dios del río napolitana " Sepeithos "; la palabra griega indicaría tanto " ir rápido " , por lo que " rot" en diferentes escuelas de pensamiento , y luego fue latinizado a " Sebetho . " De hecho, esta palabra aparece en una inscripción en mármol de la época imperial, que se encontró cavando cerca de la Puerta de mercado: es un templo en honor de la Sebeto que lleva la mención " P. Mevius Eufychus aedicolam restituit Sebetho " que refleja el hecho de que P. Mevio Eutico un quiosco dedicado al río.
En la Edad Media la memoria del río estaba perdida , y nos da testimonio Giovanni Boccaccio, residente de Nápoles en el siglo XIV a los asuntos financieros de su familia. En el tratado De Fluminibus , dijo: " Sebethus , ut dicunt Quidam , Campaniae fluvius este apud Neapolim ... " . Es decir: " El Sebeto , como dicen algunos, es un río en Campania , cerca de Nápoles ... ", agregando inmediatamente después de que él nunca había visto el río en su estancia en la capital debido a que incluso la gente sabía dónde estaba. Francesco Petrarca, que también estaba en Nápoles en la corte de Roberto de Anjou , a mediados del siglo XIV, afirma haber encontrado sólo un arroyo que fluía a través de las calles. Evidentemente , durante el milenio que separa Estacio y Columela por Boccaccio y Petrarca , el flujo de agua del río era tan pequeño que se degrada a un mero canal forzado entre las casas de una ciudad ya plagada por entonces a un aumento dramático en la población .
Un siglo y medio más tarde, el Sebeto fue mencionado no como una entidad física , sino como una poética Pontanus Juan, en su Lepidina ( 1496 ) , afirma que él era un dios del amor Sebeto con la sirena Partenope , y que el rechazo de esta su amor, se separó en un río de lágrimas ...! De la misma época es la cita que Jacopo Sannazzaro hace Sebeto en prosa XII de su Arcadia : el río se convirtió en un paraíso Arcadian que bañaba la tierra. De nuevo en 1635 fue nombrado la fuente Sebeto , por Cosimo Fanzago , erigido por el virrey español Manuel de Zúñiga y Fonseca , Conde de Monterrey reanudó la tradición del dios del río , pero ya no es joven y viejo con una barba larga , la mentira en su lado . La fuente todavía es admirado en Largo Sermoneta Mergellina , justo antes de la ascensión de iniciativas a través de Posillipo .

El Sebeto hoy:
El Sebeto reapareció en 2009 en Casalnuovo
En los años treinta del siglo XIX , el abad escribió a Monicelli que había explorado varias veces el área alrededor de la burbuja hasta el Monte Somma sin encontrar las cuevas que en su tiempo, se decía que habia nacido el río. También demuestra que en 1822 , con motivo de una persistente sequía que se había secado las reservas de agua de las ciudades del Vesubio , el superintendente de Nápoles ordenó excavar la tierra para encontrar el Sebeto y limpiar el curso para aumentar el agua disponible. De esto podemos deducir que, a pesar de que han perdido la noción del río, su memoria todavía estaba viva en las poblaciones del este de Nápoles . Con la excavación de la zanja de bienes ( drenar el agua estancada ) y el bombeamento continuo, el río era el suministro de agua completamente privada , y desapareció casi por completo.
Hoy se puede ver este mítico río en dos puntos , y en dos condiciones muy diferentes.
En el 2009 , durante las excavaciones para la construcción de la plataforma del HST en Casalnuovo , en la localidad Tavernanova , el río de repente surgió de las aguas subterráneas de la primavera. Las protestas de algunos residentes locales, que denunciaron la inundación continua, exigieron operar el bombeo para extraer agua. Pero vimos que el flujo era continuo y no cesó pese a los esfuerzos en curso.
El TAV empresa , para no retrasar el trabajo, hizo una serie de conductos abiertos para drenar el agua que fluía de forma continua, y que se prolongó a través el Filichito extrema frontera entre Casalnuovo y Volla .
Esto se ha traducido en los últimos años , la creación de un hábitat natural típica de estanques : cañas , serpientes, ranas, peces comenzaron a poblar el área bajo los puentes del HST , gracias a las aguas cristalinas del agua continua que viene del subsuelo. Así que también se ha hecho embarcaderos y caminos organizada , abandonado, sin embargo, ya en 2013, cuando visité por primera vez en la zona. Que las aguas vuelven a la superficie del río son las de Nápoles, que este retorno es sólo debido a la labor de la HST , y que no trae consecuencias extremas en una zona densamente poblada, son todas cuestiones que mi noticia todavía no se ha abordado .
El segundo punto en el que se puede ver la antigua vía fluvial que alimenta Partenope se encuentra en la zona este de Nápoles, en el cruce entre Via Francesco Sponsilli y Via Galileo Ferraris . Sponsilli alejado , usted tiene que volver atrás y cortar lejos en Ferraris : Datos sobre 50 metros , verá un puente a la izquierda de la carretera de circunvalación y , por debajo de este , la vegetación que cubre parcialmente una especie de lago negro .
Aquí está el Sebeto , XXI versión del siglo : una enorme piscina de agua negro y repulsivo en el que las botellas de cerveza que flota , plantas muertas , una silla , y Dios sabe qué más, ubicado en un barrio residencial soleado , cimentó y degradado. Otra muy distinta es mostrar respeto a agua transparente Casalnuovo 20 km al norte .
Y aquí termina esta historia en busca de Sebeto, río de la vida en la época de Virgilio, alcantarillado fétido dos milenios más tarde.





Articolo del "Corriere" che parla del Sebeto in via Ferraris. Una particolarità da notare: pezzo e foto sono di tre anni fa, ma la sedia galleggiante è la stessa di quella che ho pubblicato e scattato 4 giorni fa.

3 commenti:

  1. Un articolo molto affascinante. Sarebbe interessante esplorare i luoghi e approfondire l'argomento.

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    1. Grazie. In questi ultimi due mesi, sono riuscito a "scovare" un altro ramo del Sebeto, a ridosso di un'antica cappella probabilmente dedicata a San Michele, presso Volla. Quando posso, torno sempre con piacere sugli articoli e li aggiorno

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    2. Naturalmente, ogni suggerimento/proposta/accompagnamento è bene accetto

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