sabato 2 agosto 2014

Un vecchio...

Da quando, nella Napoli greca, si insediarono gli oriundi di Alessandria d'Egitto, quella piccola area fra Via Mezzocannone e via Palladino è sempre stata una piccola perla egizia nel cuore dell'Occidente. Furono questi emigrati a erigere la statua al loro dio Nilo, un vecchio barbuto disteso sulla roccia, con ai piedi un coccodrillo e reggente con il braccio destro una cornucopia di frutta, simbolo dell'abbondanza, e circondato da fanciulli, simbolo di fecondità.
Senza testa nel Medioevo, tanto che un cronista del XIII dice che rappresentava una donna con i figli, forse persino scomparsa, nel 1476 ricompare, a detta di quell'esploratore di curiosità napoletane che fu Bartolommeo Capasso, dopo la distruzione di un vecchio monastero. Nel Cinquecento gli ridiedero una testa, e nel 1734 fu abbellita degli edili del Sedile di Porto, e i napoletani, succeduti agli alessandrini nella cura della statua, la chiamarono scherzosamente il "Corpo di Napoli".
Da 600 anni, questo imbronciato vecchio osserva tutto dal suo basamento, inamovibile e tranquillo, mentre attorno a lui Napoli cambia lingua, modi, usanze, perfino popolazione.

Il Corpo di Napoli, o statua del Nilo giacente, 2014





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