sabato 6 settembre 2014

Renzi. O dell'incompetenza.

Con il progetto dei “Mille giorni” per attuare le riforme necessarie al Paese, si chiude la luna di miele fra Matteo Renzi e gli italiani. Duecento giorni di spot, di sorrisi, di cambiamenti a livello comunicativo e di immobilismo governativo, di distinguo dalla vecchia classe politica e ripresa dei metodi della stessa, di “ora basta” e di “ma anche”, insomma di tanto fumo e niente arrosto, o almeno solo un paio di ali di pollo, giusto per non deludere troppo.
Ricordare quello che è accaduto dal 22 febbraio sarebbe un impietoso maramaldeggiare sull'attuale segretario del più grande e più diviso partito del centrosinistra italiano, che già deve fare i conti con le critiche del suo predecessore Bersani (uno che nel 2013 ha quasi perso le elezioni che ha quasi vinto) e quelle più serie del dinosauro non estinto D'Alema. Ma sarebbe anche un mancare di rispetto a chi legge, e cerca di non ricordare in che modo è messa la democrazia di un Paese che per alcuni si fregia della “Costituzione più bella del mondo” (ah, Licurgo dove sei...).

Già il fatto che questo governo sia nato perché la direzione del Pd aveva sfiduciato il precedente esecutivo guidato da Letta (che era uno dei loro), senza consultarsi con gli altri partiti e ritenendo normale che Palazzo Chigi sia un bene gestito da chi siede al Nazareno, la dice lunga sul grado di democrazia dello Stivale. Aggiungici pure che dall'Empireo quirinalizio nessun grido si sia alzato a deplorare un simile giochetto, sempre in nome della stabilità (ma quando mai in politica c'è la stabilità? Ah sì, quando c'è una dittatura), e sembrerà normale la voglia che hanno tanti, quello con il cervello non ancora slavato, di prendere il primo aereo per destinazione sconosciuta.

Il nostro Presidente del Consiglio
Con Renzi, il presidente del Consiglio (cari Tg1 e Tg5, il primo ministro è un'altra cosa) più giovane di sempre, abbiamo assistito a un mix di vecchie miscele e novità, non sempre apprezzabili. Non dirò della prima figuraccia fatta 10 giorni dopo la nomina, con le dimissioni del sottosegretario Antonio Gentile accusato di aver fatto pressioni su un giornale per non far pubblicare una notizia riguardante il figlio; non dirò dello spostamento della data di inizio delle grandi riforme: 25 maggio, 10 giugno, poi luglio, infine agosto e ovviamente settembre; non ricorderò di come la legge elettorale doveva essere approvata in due mesi e al 6 settembre è stata approvata solo alla Camera; non getterò sale sulla ferita della rivoluzione della PA millantata da mesi e rinviata perché non ci sono coperture finanziarie; né ho voglia di rammentare di come a maggio dovevamo aspettarci un Pil in crescita e ce ne ritroviamo uno in ribasso rispetto alle previsioni ( che poi mi sono sempre domandato: ma questi analisti, si suppone tutti esperti e ben pagati, ma che razza di conti fanno?).
Si potrebbe rispondere a ciascuna di queste domande che Renzi eredita un passato disastroso, l'Europa ci limita, la congiuntura è sfavorevole, una riforma del Parlamento fatta dal Parlamento stesso è assurda, eccetera eccetera, perciò non si capisce perché il Nostro abbia promesso tutte queste cose, stando addentro al sistema da più tempo di me e di chi legge.

Sarei invece curioso di sapere che hanno da dire gli acidi commentatori di Berlusconi, come Sartori e Pasquino, che declamavano il declino dell'Italia a causa di un paio di corna o di un cucù, riguardo alla figura da gelataio fatta dal capo del governo italiano in seguitoall'attacco dell'Economist. Si sa, quel foglio è sempre stato critico nei confronti del nostro Paese, sintomo di grande invidia: solo che non si riesce a capire perché quando scrisse che Silvio era “unfit”, tutti a comprarne copie, mentre quando ha sbattuto in prima pagina una simpatica vignetta col il nostro apprendista stregone con un gelato in mano, tutti a gridare che gli anglosassoni ci odiano. Sarà la vecchiaia che li rendo meno accorti, sicuramente. Non possiamo certo credere che politologi della loro fama considerino una pacca sulla spalla del Cavaliere a Bush un sintomo di idiozia politica, mentre ritengano normale che tre governi non riescano a mettersi d'accordo per far giudicare dai giudici italiani due marò detenuti in India.
Un impegno preciso: più gelati per tutti 
Ma voi direte: parli sempre male di Renzi perché non l'hai votato! Beh, innanzitutto, non l'avete votato nemmeno voi: fino a quando qualcuno non mi dimostra che una firma di Napolitano equivale a un'elezione politica, prendo atto che l'ultima elezione nazionale cui ha partecipato Renzi è stata quella come sindaco di Firenze. E poi mica dico solo male del nostro Fonzie! C'è da dire che uno stacco comunicativo nell'ambito della sinistra c'è stato: si è passati da un Bersani, con quell'aria saputa del professore universitario che crede di aver a che fare con pecoroni senza speranze, a un giovane che sorride e promette un futuro roseo. Che siano solo promesse, poi, questo è un altro discorso...
Con lui sono stati fatti fuori i comunisti dalla sala del potere del Pd (non esistono “ex” o “post” o “catto” comunisti, sono invenzioni giornalistiche: si è comunisti e basta, sempre), e immaginiamo che non deve essere stato facile. Ha vinto le elezioni europee col 41%, un dato storico, che arriva subito dopo un'altrettanta storica “paghetta” di 80 euro in busta paga a chi già guadagna uno stipendio – mica ai poveri, quelli non saprebbero cosa farsene. Ha deposto le armi con la nemesi sinistroide, Berlusconi, salvandolo (ma solo temporaneamente) dal dimenticatoio politico e ha fatto il muso duro ai sindacati.
Tutta un'altra cosa rispetto a Bersani, che nel febbraio 2013, di fronte a un Senato diviso in tre parti uguali, esplose in bestemmie in accento romagnolo: che cazzo hanno combinato gli italiani? Ancora a votare Berlusconi, questi emeriti cretini, quando votando me potevano avere anche la Bindi e Vendola, confezione Gran Risparmio, vota uno e prendi 3? Si sono rivolti al pagliaccio Grillo, come se di clowns in questo partito io non ne avessi? E Fassina e Marino allora che li ho candidati a fare?

Certo, ci sono ancora difetti, smagliature da eliminare nel dinamico governo a guida toscana: bisogna eliminare delle contraddizioni interne, come quella di voler risolvere la crisi del Mezzogiorno pur essendo il governo con meno componenti provenienti da quell'area (solo due) della storia recente; oppure quella di volere un rilancio dell'industria italian, pur consentendo alla fu Fiat di lasciare il Paese impunita, dopotanti decenni di soldi donati graziosamente dai contribuenti.
Ma sono sicuro che si troverà rimedio anche a questi piccoli particolari, e che finalmente si potrà arrivare al vero traguardo agognato da Renzi fin da Firenze: completare l'album di famiglia con le foto di tutti i capi di governo del mondo. Cosa c'è? Perché quella faccia? Credevate che l'obbiettivo di Renzi fosse la ripresa italiana? Poveri illusi, quella non ci sarà per almeno 20 anni, e sempre che tutto vada bene (cioè continui ad andare male).


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