sabato 21 marzo 2015

Suessula e il Riullo

Suessula

Non ho finora avuto la fortuna di rivisitare, da adulto, gli scavi di Pompei. Durante le famose visite guidate alle elementari non si riusce mai a cogliere appieno il significato storico di ciò che si vede, sia per una comprensibile incapacità infantile di concentrarsi su determinati argomenti, sia per la ristrettezza solita degli itinerari. E' mia intenzione da sempre di recarmi a Pompei, tanto più che ieri hanno riaperto dopo due anni di restauri la Villa dei Misteri; ma determinate cose per adesso mi impediscono la visita.
Sono stati invece ospite per due volte degli scavi “cugini” di Suessula, l'antica cittadina romana, che era posta a nord – est dell'attuale territorio di Acerra, in località Calabricito, ai confini con Cancello. L'area è nota a chi segue questo blog: è la stessa in cui, nel 2013, riemerse il Riulloo Gorgone, noto affluente del Clanio dotato di acque ferrose. I Romani impiantarono qui delle strutture termali, ancora visibili nonostante la vegetazione le copra, e approfittavano del fiume anche per trasportare legni e tronchi a valle, verso il mare. E' evidente che tali terme furono costruite dopo l'elevazione della civitas Suessula, che è riemersa anch'essa dalla terra da “poco”, storicamente parlando, appena un secolo e mezzo.

Visitai per la prima volta gli scavi in compagni di un amico il 1 giugno 2012, in occasione dell'apertura degli stessi disposta dall'Archeoclub di Acerra. I resti che vedemmo riemersero nel corso di svariate campagne di scavo, ci dissero: la prima avvenne nel 1878, quando i conti Spinelli di Scalea, proprietari del fondo, avviarono i lavori per la trasformazione della loro residenza, la villa spinelli – ancora esistente ma in rovina – in un grande museo privato archeologico. Nel secondo dopoguerra, i tedeschi in rotta verso Maddaloni razziarono i reperti conservati, e gli americani non fecero di meglio quando trasformarono la residenza in un loro acquartieramento. Gli scavi furono ripresi negli anni Novanta, e riportarono alla luce le fondamenta di un edificio civile e di uno religioso, e poi furono nuovamente bloccati.
Via Popilia

Suessula fu fondata dagli Osci, popolo appenninico che rappresentava un limite all'avanzata greca che veniva dalla costa. Si pensa che gli Osci si possano essere spinti ancora più a sud, fino a fondare un villaggio ad Afragola, ma allo stato attuale della ricerca – complice l'insabbiamento del sito preistorico afragolese – non è possibile dare certezze. Si sa che il villaggio Suessula (= buona terra) fu poi invaso dai Sanniti e fu conteso tra questi e i Romani: nel 341 a. C. Suessula fu il teatro di una grande battaglia che segnò la vittoria dei Romani e l'espandersi del loro dominio nella Campania interna. La civitas suessulana divenne poi sede di prefettura dopo la rovina di Capua, punita da Roma per la sua alleanza con Annibale. Divenuta il maggior centro della zona, esclusa Neapolis a sud, fu uno degli snodi principali della via Popilia, una delle maggiori strade romane, che metteva in comunicazione Capua con Rhegium (Reggio Calabria). In epoca cristiana, divenne sede di diocesi, con un proprio vescovo. Nell'VIII secolo fu occupata dai Longobardi, e fu eretta la torre che ancora oggi domina parte della proprietà Spinelli. Questa torre longobarda divenne uno dei vertici del triangolo ideale che rappresentava il confine occidentale del Ducato di Benevento – gli altri due sono il Castello Matinale sulla collina di cancello e la Torre Artus sulla collina di Maddaloni.
Torre longobarda nel 2013
Nel X secolo fu distrutta da un attacco dei Saraceni e a questo punto il suo destino si unì a quello di Acerra, cittadina anch'essa osca ma di minor importanza: i suessulani si trasferirono in massa nella civitas Acerrae a sud, abbandonando i campi della città natale che non fu più ricostruita, a differenza di Capua. L'ultima fonte che parla di vita organizzata a Suessula ce la cita come “vicus”, cioè un piccolo centro con poche capanne e al massimo 7 o 8 stradicciole che li univano, e risale all'XI secolo. Da allora, e fino al 1878, l'area fu abbandonata a se stessa, e trasformata perfino in una tenuta di caccia borbonica.

Una visita agli scavi è molto istruttiva e la consiglio a chiunque non appena si terrà un nuovo evento (di solito l'Archeoclub tiene le visite guidate una volta l'anno in maggio/giugno). Gli scavi hanno riportato alla luce vari strutture frutto di una stratificazione edilizia che va dall' VIII secolo a. c. al IX d. C. : un muro sannita posto entro le fondamenta della basilica romana (che era un edificio con usi civili come l'amministrazione annonaria e il censimento), il basamento di un tempio e di una fornace, e un tratto dell'antica via Popilia, con basolati bianchi irregolari. La torre longobarda poco distante e soprattutto il torrione isolato posto in un campo antistante gli scavi, non solo testimoniano che Suessula fu vissuta anche dopo l'epoca romana, ma inducono a pensare che i suoi resti sepolti si estendano ben oltre la località Calabricito.  

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