mercoledì 6 maggio 2015

Una chiesa "preclusa"

Vergine con Bambino fra santi
Durante le mie peregrinazioni per l'antica Capitale, mi piace spesso entrare in vicoli tortuosi o luoghi fuori mano, a mio rischio e pericolo ovviamente, perchè sovente è lì che si trova la napoletanità più genuina, intendendo con questo non solo la pizza o il classico dialetto gutturale.
In una di queste esplorazioni, mi è capitato di entrare in una chiesa alla fine di via Tribunali. Solo all'uscita ho scoperto che si trattava di Santa Maria della Pace, un tempio monumentale della metà del Seicento. Ignaro di questo, mi ritrovai in un ambiente fortemente in penombra (come dimostrano le foto che scattai) ma ampissimo, quasi quanto, mi parve, la Basilica della Sanità nel rione omonimo (e di cui prima o poi pubblicherò le foto, non trovo mai occasione).
Notai altresì che l'edificio presentava vistose crepe nella volta e nella cupola, e dipinti inscuriti dal tempo. La pala d'altare era quasi completamente nera, se si eccettuano poche figure fra cui la Vergine in alto al centro e quello che mi sembrò uno stemma bianco in mezzo al dipinto. L'unica opera ancora visibile è quella che vedete a fianco, posta sul lato sinistro dell'abside: rappresenta la Madonna col Bambino adorata da un santo vescovo, forse San Rocco (patrono degli appestati, e difatti la chiesa nel Seicento dava accesso a un lazzaretto per gli ammalati), e una figura vestita di bianco che regge una croce, che non sono riuscito a identificare.
Di più non vidi, perchè un'antipatica signora mi vietò non solo di scattare foto ma di gironzolare per la chiesa, che era degli ortodossi. Ortodossi? Chiesi. “Sì, il vescovo di Napoli ce l'ha data a noi, tu non puoi entrare” rispose quella con la classi parlata degli immigrati dell'Est europeo.

Decisi di soprassedere a quella impropria confidenza, e lasciai la chiesa che secoli fa i napoletani cattolici eressero alla Vergine Maria e da cui i napoletani stessi sono esclusi da immigrati troppo vezzeggiati da un un arcivescovo facilone. 

Danni alla cupola. Ma agli ortodossi va bene così

Nessun commento:

Posta un commento