lunedì 16 novembre 2015

Le edicole votive

Madonna del Buonconsiglio, edicola a tabernacolo, androne privato in via Santa Maria
Pubblicato su "Nuovacittà", n. 32, del 14 novembre 2015

Segni della devozione cristiana del passato, le edicole e le cappelle votive che vediamo ancora oggi per i vicoli del centro storico e negli androni dei palazzi antichi sono la testimonianza concreta delle fede dei nostri antenati. L’usanza di costruire piccoli tabernacoli ospitanti i simboli cristiani risale agli albori della nuova fede, quando i primi convertiti, non potendo realizzare propri templi di culto perché in contrasto con quello degli imperatori romani, ebbero la necessità di avere comunque luoghi di incontro in comune. Le edicole venivano realizzate ai crocicchi, e ritraevano spesso il pesce, l’agnello o un pastore con le pecore, simboli eminentemente evangelici che non destavano sospetti nelle autorità imperiali. Sotto l’immagine dipinta, i cristiani pregavano, prendevano veloci disposizioni circa l’organizzazione delle loro comunità, e pronunciavano voti solenni- da qui il nome con cui ancora oggi sono conosciuti questi tabernacoli. continuate (per queste ultime, c'erano gli spazi piccoli ma adeguati delle cappelle, di cui parleremo nelle prossime settimane). In seguito, sul luogo di questi piccoli tempietti di forma triangolare o semicircolare si costruirono le chiese e le basiliche del IV secolo, quando i cristiani ottennero la libertà di culto, usanza che poi si mantenne anche in epoca medievale. Proprio all’Alto Medioevo risale inoltre l’uso “civico” delle edicole, con l‘apposizione di candele o, successivamente, lampade ad olio, che servivano da punti di riferimenti per i viandanti che di notte dovevano camminare per le strade, immerse nel buio più assoluto.
Sant'Anna e S. Maria, corso E. De Nicola
Non è assolutamente dimostrato, invece, che presso di esse si svolgessero messe o adorazioni eucaristiche
Ad Afragola, lo scempio e l’opera di distruzione sistematica del centro storico ha risparmiato, incredibile a dirsi, moltissime edicole, che ancora oggi possiamo ammirare. Il soggetto più rappresentato nelle edicole è la Vergine, in quasi tutti i suoi predicati (Madonna Addolorata, Assunta, delle Grazie, dell’Arco, del Carmine,di Pompei,del Buon Consiglio, con il Bambino), segno della devozione mariana diffusa in seguito al Concilio di Trento nel XVI secolo – si ricordi che tutte le edicole attualmente esistenti sono state realizzate fra Sei e Ottocento. Seguono, in questa “classifica” – mi si passi il termine- di soggetti religiosi Sant’Antonio di Padova ( il cui culto risale al Cinquecento, un secolo e mezzo prima dell’arrivo dei frati minori ad Afragola), San Giovanni Battista, Sant’Anna, San Marco (solo nell’omonimo quartiere). Le fonti storiche, come le Sante Visite pastorali o gli scritti privati di cessione di beni e terreni, ci testimoniano che esistevano in passato anche altre edicole dedicate a San Nicola, San Leonardo (in via Principe di Napoli, sita più o meno dove adesso c’è un negozio di scarpe) e San Gennaro, compatrono della nostra città. Personalmente, fra crocicchi e androni di edifici, ne ho contate almeno 29, in gran parte in stato di medio degrado, ma con alcune che si sono conservate abbastanza decentemente. La più nota delle edicole afragolesi è quella realizzata da Angelo Mozzillo (forse nel 1787) all’incrocio fra via Pigna e via Morelli, ritraente la Madonna delle Grazie. la Madonna con Bambino e Angeli. Mentre la parte superiore si è ben conservata, coi graziosi volti della Vergine incoronata e del Bambino benedicente,quella inferiore è pressoché scomparsa, in corrispondenza della parte illuminata dal lumicino notturno. E’ una delle opere più note del pittore afragolese, ed è anche l’emblema dell’assoluta mancanza di senso storico e artistico della presunta elitè culturale cittadina. Ben conservata è anche l’edicola sita in via Nunziatella, al civico 90, in un androne privato (bisogna chiedere il permesso ai proprietari per vederla da vicino, anche se da lontano è già visibile), rappresentante mentre di discreta qualità è quella diSant'Anna e Maria al Corso De Nicola, attraversata da una crepa e posta al di sopra di un negozio di bomboniere. Quasi totalmente scomparsa è la Madonna del Carmine posta in due androni privati in via Galileo Galilei, che potrebbero essere recuperate con un buon restauro, essendosi solo scurite, Mentre sono in buone condizioni le 4 visibili lungo via Vincenzo Maiello, al di fuori di palazzi privati. Diverso è il discorso delle cappelle rurali e urbane. Ma di esse parleremo un'altra volta.  

Madonna delle Grazie, opera di A. Mozzillo, via Pigna

Madonna delle Grazie, via V. Maiello
Madonna Assunta, via V. Maiello
Madonna del Rosario fra i santi Antonio e Vincenzo,
androne privato, via Fratelli Rosselli
Madonna del Carmine, androne privato, via G. Galilei



2 commenti:

  1. Ancora in attesa delle cappelle votive ... :)

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    1. Spero di editare l'articolo per le vacanze natalizie. Sennò, se ne riparla a gennaio.

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