venerdì 18 dicembre 2015

Un intervallo...diabolico


La subcultura massone- illuminista è riuscita in quello che non riuscì neppure ai Romani coi loro peggiori imperatori: la completa damnatio memoriae di un periodo storico, il Medioevo, che è riuscita a durare nei secoli ed è sopravvissuta agli stessi illuministi – che alla fine, non illuminarono un granché. Il pregiudizio antimedievale non poteva che ampliarsi in un'epoca, la nostra, dominata dal pressapochismo e in cui, tramite un social interattivo o i giornali a grande diffusione, ognuno pensa di poter dire la propria, non solo nei campi che gli competono (ed è legittimo), ma anche laddove si mostri una palese ignoranza.

Leggo ad esempio, capitando in un sito che pretende di parlare di Medioevo, del cosiddetto “intervallo del diavolo” musicale. Si tratta di un intervallo di quinta diminuita (ad esempio Do Fa diesis, ma non ci contate troppo, vado a memoria dei miei antichi studi musicali) che sarebbe stato vietato dalla Chiesa musicale perché troppo dissonante e dissacrante per le orecchie umane, che sarebbero state distratte dalle funzioni sacre a causa di quella pausa. Da qui il nomignolo di intervallo del diavolo, tratto da una frase di un testo medievale, attribuita a Guido d'Arezzo, secondo cui “Mi contra Fa est diabolus in musica”.
La Storia si sarebbe poi presa la rivincita sui medievali rozzi e oscurantisti, utilizzando tale intervallo per le musiche Blues, rendendolo molto più familiare alle nostre orecchie. Non solo: possiamo trovare questa sospensione anche nella canzone Maria di West Side Story, e perfino nei primi 4 secondi della sigla dei Simpson, quando fra l'inizio della musichetta, l'articolo “the” e il cognome degli uomini gialli sembra passare un' eternità (senti QUA, i primi istanti del motivetto). 
Bello vero? Peccato che l'intervallo del diavolo, o come l'hanno definito, sia stato adottato dei medievali, ma non l'abbiamo “inventato” loro. Difatti già gli antichi Greci,memori delle lezioni di Aristotele, definivano tale pausa inappropriata all'educazione dei giovani, poiché guastava la bellezza musicale con una pausa ricca di tensione, da film horror. E la Chiesa, che dell'educazione e dell'istruzione si fece maestra e garante nei mille anni (e non solo) dell'Età di Mezzo, riprese il loro giudizio estetico. Dobbiamo quindi concludere che i Greci siano stati dei rozzi e degli oscurantisti? A sentire i neo-illuministi, che non illuminano niente se non la loro ignoranza, sì.

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