lunedì 22 febbraio 2016

Afragola d'arte. Santa Maria d'Ajello- Prospetto.

Santa Maria d'AJello (XII secolo). Facciata.

Inauguriamo oggi una nuova rubrica del blog, diversa dalle attuali. Finora, seguendo la mia forma mentis e ovviamente i miei interessi principali, ho trattato di Afragola dal punto di vista storico e storiografico, tralasciando volutamente di occuparmi del patrimonio artistico cittadino. Un'area di lavoro che, a dispetto dei volumoni conservati nella locale biblioteca, è sconosciuta al pubblico, che pure si ritrova davanti manufatti di pregio senza riconoscerne il valore. Ho avuto modo di occuparmi saltuariamente dell'argomento, senza volermici impegnare molto. Segnalo, tra gli altri, gli articoli sulle cripte del Ss. Rosario, sulla colonna (presunta) romana nel rione San Giorgio, sulla croce crociata di San Marco- vedi rispettivamente QUI, QUI e QUI.
Da oggi, intendo occuparmi del patrimonio artistico in maniera scientifica, confrontando fonti e aiutandomi con l'opinione di esperti del settore, in modo da realizzare se non saggi voluminosi, almeno dei medaglioni specifici di ogni singolo manufatto artistico cittadino. In modo che, chi verrà dopo di me, abbia almeno una base di partenza da cui partire. I testi bibliotecari sopracitati non fanno “testo”, mi sia consentita l'espressione: eccetto alcuni, che avrò cura di enumerare per chiarezza espositiva, la gran parte di essi si riduce a semplici elencazioni, sovente errate, prive di inferenze che aiutino lo studioso nella comprensione culturale di ciò che vede.
Ho deciso di partire col parlare della chiesa di Santa Maria d'Ajello, e non poteva essere altrimenti, per storia cittadina e personale. Per oggi, ci limiteremo al prospetto del tempio. Nelle prossime puntate, che spero abbiano cadenza settimanale, ci occuperemo degli interni, delle cappelle, dei dipinti, degli oratori e infine darò un sunto storico delle vicende parrocchiali, una sorta di indice delle date principali del tempio (similmente, con tutti gli altri edifici sacri e civili della città).

Prospetto della chiesa.

Prima chiesa parrocchiale del casale1, il suo nucleo primitivo è da identificarsi nell'attuale Cappella del Presepe, quinta della navata destra, indicata già in antichità come sede primigenia dell'edificio2.
Il prospetto che vediamo oggigiorno è frutto di rimaneggiamenti del tardo Settecento, quando il parroco Angelo Firelli (1715- 1797, parroco a S. Maria 1779-1793) iniziò un consistente ciclo di lavori che interessarono l'edificio parrocchiale. I lavori, durati dal 1780 al 17843, cambiarono totalmente l'aspetto dell'antico edificio, dandogli l'aspetto attuale. Successivamente, furono i parroci Felice Romanucci nell'Ottocento e Giorgio Montefusco nel Novecento ad apportare migliorie e cambiamenti al tempio, e ne parleremo di volta in volta parlando delle diverse cappelle.
Il prospetto della chiesa presenta una scala maestosa di 16 gradini di pietra lavica. Essi erano 17 nel 1698 (S. Visita del cardinal Cantelmo). Parlando con don Giuseppe Esposito, l'unico storico reale che vanti Afragola, della particolarità di tale scala, si è avanzata l'ipotesi che in passato il livello viario fosse molto più in alto rispetto a oggi, e che in conseguenza dell'abbassamento della strada, sia stata realizzata la scala monumentale. Non è un'ipotesi da scartare a priori, considerando anche che a poca distanza in linea d'aria è presente il modesto rilievo della Miranda, che si eleva al di sopra di via Arena, ma senza prove documentarie o archeologiche, resta tale.

Croce in ferro battuto, cuspide estrema della facciata.
Il sagrato, piastrellato di lastroni di basalto, presenta due stelle a otto punte di pietra bianca, che risaltano rispetto agli altri lastroni, con la data incisa del 1891, anno di conclusione dei lavori del sagrato4. Secondo Ciro Boemio, attuale custode del tempio, stelle simili erano una volta apposte lungo i pilastri delle navate minori della chiesa.
La facciata, risalente ai lavori del 1780, presenta due livelli, separati da un elegante cornicione barocco, e due porte, contornate da cornici di piperno e sormontate da timpani di stucco, che danno sulla navata centrale e su quella minore sinistra, mentre la destra è nascosta dal campanile. Il secondo livello presenta, in asse con le porte, due finestre, di cui solo quella destra è vera, dando luce alla navata centrale, mentre quella di sinistra è falsa. Il vertice delle linee barocche e dei festoni con foglie di quercia termina con l'ampio timpano, contenente il monogramma della Madonna, e con la croce di ferro battuto, un po' pendente in verità.
Nel 1698, la facciata si presentava diversamente, nella relazione allora fatta dal parroco Giuseppe Orefice: i succitati 17 gradini, una sola porta d'ingresso, contornata da una cornice di piperno come l'attuale, una nicchia superiore e un “Occhio di Chiesa anco di pepierno5, sarebbe a dire una finestra circolare, a mò di piccolo rosone (soluzione che si ritrova anche in San Giorgio e San Marco nello stesso periodo), e due finestre “con lume sgrediente” (una finestra ingrediente, cioè una finestra alta che impedisce la veduta dall'esterno verso l'interno e viceversa).
Una facciata simile la si può osservare presso lo stesso sagrato, dando un'occhiata all'oratorio dell'Immacolata Concezione (fatti i dovuti riguardi), mentre l'unica chiesa con nicchia e tondo presente oggi ad Afragola è Santa Maria della Misericordia.


Note: 

1 Carlo Cerbone, Chiesa e società fra Cinque e Settecento, 2004, pag. 25.

2 Cfr. Santa Visita del cardinale Giacomo Cantelmo nella Arcidiocesi di Napoli, 1698, vol. IV, fogl. 535: “Cappella sotto il Titolo del Presepio fondata dal Tempo che si fundò detta Chiesa”.

3 Giuseppe Esposito, I parroci di Afragola ieri e oggi, 2008, pag. 30.

4 Catello Passinetti, Il complesso monumentale di Santa Maria d'Ajello, 2003, pag. 17.

5 Cfr. Santa Visita del cardinale Giacomo Cantelmo, op. cit. , pag. 534.

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