mercoledì 17 febbraio 2016

Il libro dei morti. Il ritorno della Scarpetta


Stavolta l'atmosfera lugubre dei precedenti romanzi non c'è. L'ansia asfissiante di "Oggetti di reato" lascia il posto ai dubbi, alle supposizioni, all'enigmatico comportamento di persone un tempo credute vicine.
Kay Scarpetta, l'anatomopatologa forse più famosa del mondo letterario, ha lasciato Richmond e si è trasferita a Charleston; in un ambiente ostile, che la rifiuta, deve investigare sulla morte di un bambino denutrito, di una famosa tennista uccisa a Roma e sui legami che intercorrono fra Pete Marino, il poliziotto rozzo ma fedele che sembra essersi allontanato da lei, e la dottoressa Marylin Self, che la odia e fa di tutto per screditarla. Oltre a questi grattacapi, Kay affronta anche il tumore dell'amata segretaria Rose e la crisi del suo rapporto col redivivo Benton Wesley, creduto morto un paio di romanzi prima (detto per inciso, la descrizione della sua presunta morte mi fece venire un colpo ...di stomaco). Amicizie finite, amori in crisi, amici che se ne vanno, e il solito omicida che come apice della carriera se la prende con l'anatomopatologa, sfuggita anche stavolta alla sorte di tanti suoi "pazienti". Più intrigante e meno "dark" dei precedenti romanzi, questo "Libro dei morti", su cui vengono segnati i nomi di chi arriva disgraziatamente sul lettino d'acciaio della Scarpetta, è però più avvincente, non per altro che per l'omicida, il quale è legato a doppio filo rosso (rosso come la morte, come un errore di gioventù diventato un  mostro) con la Self, la quale a sua volta comanda Marino, al punto che questi, fuori di sè, attacca Kay.
Appassionante e ricco di colpi di scena, è un romanzo che intrattiene e fa pensare, dopo averlo letto, a cosa può portare un amore non corrisposto, che sia filiale o puramente sessuale.

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