lunedì 4 aprile 2016

Afragola d'arte. Santa Maria d'Ajello- Navata sinistra I.

Deposizione di Cristo, XVIII secolo, 1a cappella sinistra di Santa maria d'Ajello


Riprendiamo la serie di articoli dedicati alla chiesa matrice di Santa Maria d'Ajello. Nel corso dei miei studi, sono rimasto insoddisfatto delle tesi avanzate nel corso di questi anni dagli storici locali, e ne ho confutate un bel po' nel capitolo “Santa Maria, 8 secoli di storia” della 2a edizione de “Il caso Afragola” (vedi QUI). Questi articoli sul blog si limitano a dare qualche coordinata storica e a descrivere le ricchezze artistiche della chiesa. Coloro che fossero interessati ad approfondirne la storia, e la tormentata genesi, possono acquistare il succitato libro, tra pochi mesi nelle librerie.

La navata sinistra fu realizzata in seguito ai lavori di inizio Seicento, dovuti all'eredità del notaio Bernardino Castaldo, fatta alla chiesa quasi un secolo prima. Gli autori che si sono occupati del tempio fanno risalire l'ingrandimento dello stesso, originariamente ridotto a un'unica navata, al 1583. Un'attenta lettura delle fonti, e alcuni elementi probatori di natura architettonica, mi hanno convinto che in realtà le due navate laterali non furono costruite se non 20 anni dopo. Un'ipotesi, la mia, rafforzata anche dall'aspetto particolare del campanile e che espliciterò ampiamente nella 2a edizione del volume “Il caso Afragola”, che spero veda la luce entro quest'estate (purtroppo, i desideri degli autori non sono mai considerati ordini da parte delle case editrici). La navata è accessibile sia dal portale principale, che da un accesso secondario, contornato di piperno e dotato di una porta di legno. E' costituita di 6 cappelle, un tempo di patronato delle famiglie nobili del casale di Afragola.
Addolorata ai piedi della Croce
La prima cappella è priva di altare (ne ebbe uno fino al 1757) e presenta una tela di Angelo Mozzillo del 1787, rappresentante l'Addolorata ai piedi della croce con San Biagio e San Francesco di Paola. La Vergine è rappresentata col capo coperto da un velo, lo sguardo afflitto verso la Croce (su cui era sovrapposta un'opera in cartapesta di Cristo crocifisso, di cui attualmente è priva), lo spadino che le trafigge il cuore. San Biagio è ammantato delle vesti episcopali, e china il capo davanti al mistero della Croce, mentre San Francesco di Paola è visibile dietro di lui. Alla base del piede destro della Madonna, c'è la scritta “D. A. D'Adamo, PRIORE”, che ricorda la committenza del dipinto, la Confraternita della Disciplina che era proprietaria della cappella. L'opera è ben conservata, seppure inscurita dal tempo, ed è l'unica opera del Mozzillo presente in parrocchia (per approfondimenti, leggi QUI).
La seconda cappella presenta il vano della pala occupato da una pregevole statua di Santa Lucia, la santa degli occhi. La cappella era intitolata alla fine del XVI secolo a San Giovanni Evangelista, ma nel 1698 la troviamo reintitolata alle Anime del Purgatorio1. L'altare fu realizzato nel Seicento, e presenta un paliotto (intelaiatura che ricopre la facciata anteriore di pietra di un altare) con una croce intarsiata in un tondo2. Ai lati dell'altare sono presenti due “vuoti”: sono i punti in cui erano due teste d'angelo di epoca barocca, trafugati durante un furto nel 1979. Ai lati della pala, incorniciata da una bordatura in stucco, troviamo due bassorilievi in marmo, raffiguranti le “Anime del Purgatorio tra le fiamme”, realizzati nel XVIII allorquando la Confraternita di Santa Maria del Suffragio, detta anche “del Purgatorio”, acquistò la cappella.
Vergine con Bambino e santi
Concludiamo infine questa prima parte della trattazione riguardante la navata sinistra di Santa Maria d'Ajello con la terza cappella, dedicata alla Madonna del Carmine. Nel 1698 era però intitolata a Sant'Andrea Apostolo, ed era di patronato dei Cimino, il cui avo Giovan Pietro aveva acquistato la cappella nel 1605. La pala d'altare è molto rovinata, e presenta vistose abrasioni. Rappresenta la “Vergine incoronata con Bambino con San Giovanni Battista e Sant'Andrea apostolo”. Nonostante le cattive condizioni di conservazione, sono da segnalare il bel volto della Vergine (a mio parere uno dei migliori presenti in chiesa) e il realismo naturalista che fa da sfondo alle figure (con la rappresentazione dei monti di Palestina).

1 Santa Visita del cardinale Giacomo Cantelmo nel casale dell'Afragola, 1698, fogl. 534 e segg.

2 Catello Passinetti, Il complesso monumentale di Santa Maria d'Ajello in Afragola, 2003, pag. 23

Articoli correlati: il prospetto (leggi QUI)
                             il campanile (clicca QUA)
                             navata centrale (leggi QUA)

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