martedì 26 aprile 2016

Afragola d'arte. Santa Maria d'Ajello- Navata sinistra II.

Altare della 5a cappella con epigrafe settecentesca.

La quinta cappella del lato sinistro, dedicata nuovamente alla Madonna del Carmine, fu fondata nel 1583 da Fabio Donadio e dai fratelli1, anche se l'Appendice di don Puzio, del 1853, ce la dice fondata da Annibale Sabatino e Giulio Donadio, per poi essere patronato della famiglia di quest'ultimo2. L'altare fu eretto nel 1767, e presenta un'epigrafe marmorea che ricorda il decreto con cui il cardinale Spinelli, durante la Santa Visita del 1742, ordinò che si celebrassero su quell'altare tante messe quanto potevano darne rendita grani 22 e mezzo (la traduzione di quest'epigrafe, e di molte altre citate nei prossimi articoli, la presenterò nel relativo capitolo della 2a edizione del mio volume, “Il caso Afragola”). La pala mostra la Vergine del Carmine adorata da San Giovanni Eremita e da San Gennaro, opera di ignoto autore. La Madonna è dipinta in una posa che ricorda molto quella visibile sulla pala d'altare, e per questo Passinetti accredita al Castellano anche questo dipinto3, effettivamente uno dei più belli della chiesa, dopo il restauro conservativo del 2011. San Gennaro è ritratto coi parametri episcopali e l'ampolla del sangue retta con la destra, accenno al noto prodigio del 19 settembre, mentre il San Giovanni si distingue dall'altro presente in chiesa per la mostra disinvolta delle parti nude. In basso, uno scorcio naturalistico, non raro tra le opere presenti in chiesa, mostra un monte e una città turrita, molto probabilmente Napoli. Completano l'opera angeli festanti attornianti la Vergine.
Pala della 6a cappella
La sesta e ultima cappella è dedicata alla Madonna delle Grazie, e fu fondata alla fine del Cinquecento, per i lasciti testamentari del notaio Bernardino Castaldo. Un altare della famiglia Castaldo esisteva in effetti già al tempo della Santa Visita del 15424, e fu ricostituito nel Seicento dai patroni delle famiglie Castaldo e Guerra. La pala rappresenta la Vergine della Grazie col Bambino implorata da Iesso, di ignoto autore ma attribuito a un maestro di scuola “fiamminga” nell'Appendice del Puzio. La Madonna è ritratta col viso sereno, adorata da Iesso che ha un'aureola a contorno della testa, e attorniata da 30 figure femminili. Il restauro del 2011 ha rinvigorito i colori della tela, forse anche troppo. Ricordo che quando rividi la pala dopo due anni di assenza, pensai a tutta prima che l'avessero sostituita con un'altra, tanto erano di forte impatto i colori rispetto alla versione più “spenta” che ero abituato a vedere. Non solo: il restauratore decise di eliminare il corpetto della figura in primo piano a destra, mostrandone i seni! Una scelta orrenda e dissacrante, e che dovrebbe riportare la tela sul tavolo del restauratore quanto prima per eliminare tale sconcezza.
Con questa cappella, termina la navata sinistra, che nel 1698 ne presentava due in più, in seguito distrutte.

1 Santa Visita del cardinale Giacomo Cantelmo in Afragola nella Diocesi di Napoli, 1698, fogl. 534 e segg.

2 Appendice di don Gaetano Puzio, 1853 ca., fogl. IV, in “Il complesso monumentale di Santa Maria d'Ajello in Afragola”, di Catello Passinetti, 2003.

3 Catello Passinetti, “Il complesso monumentale...”, 2003, pag. 25.


4 Liber Visitationis di Francesco Carafa nella Diocesi di Napoli, vol. II.

Articoli correlati: prospetto (QUI), campanile (QUI), Navata centrale (QUI)
                             cappella Corcione (QUI), Navata sinistra I parte (QUI). 

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