mercoledì 18 maggio 2016

Afragola d'arte. Santa Maria d'Ajello- Cappella del Presepe.

Cappella del Presepe, XII - XVIII sec.


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Nota bene: gli articoli pubblicati e che si pubblicheranno di seguito costituiscono sunti del capitolo “Santa Maria d'Ajello: 8 secoli di Storia” della nuova edizione del mio libro, “Il caso Afragola” (clicca QUI). Questo per dire a studiosi appassionati e ad appassionati copiatori dei miei articoli che non inserisco certo tutto nel blog, e che la ricerca archivistica E' FONDAMENTALE e nei libri SI TROVA MOLTO DI PIU' che nei brevi articoli del blog.

Santa Maria d’Ajello- Cappelle del Presepe

Eccoci dunque all’ambiente più interessante della chiesa matrice di Afragola, la Cappella della Presepe o di San Giuseppe, intitolata al “Santo degli ultimi giorni”. Non stiamo parlando di un semplice ambiente laterale, si badi, ma di un vero e proprio tempio, per quanto piccolo, annesso al tempio maggiore, e più antico di quest’ultimo. Una chiesa nella chiesa, insomma, soluzione unica ad Afragola ma non inusuale nel contesto della Terra di Lavoro e dell’area napoletana: basti pensare alla stessa Cattedrale, che “incorpora” al suo interno la chiesa, più antica, di Santa Restituta.
Questo luogo di culto, secondo la tradizione orale poi trascritta nelle Sante Visite apostoliche, sarebbe sorto in epoca altomedievale, in data imprecisata, e avrebbe costituito un primo nucleo di devozione. Da esso, sorto su o comunque in prossimità di una proprietà della Curia di Napoli, si sviluppò poi la primitiva chiesa di Santa Maria d’Ajello (il dicatum “Ajello” deriva da agello, piccolo campo, e non da agnello1). Non abbiamo notizie certe, e il condizionale è d’obbligo. Questa descritta è comunque l’ipotesi più probabile, perché ricalca la fondazione di numerose altre chiese della diocesi, a cominciare dalla Cattedrale stessa. In compenso, ipotesi più fantasiose, come quella che vorrebbe che una fantomatica famiglia Ajello avesse fatto costruire la chiesa in tempi antichissimi, vanno scartate.

Adorazione dei Magi, ignoto del XVIII sec.

La Santa Visita del 1542, curiosamente, non rileva l’esistenza della cappella, che pur doveva risaltare per la sua profondità rispetto alla chiesa. Ricordo che a quella data, Santa Maria d’Ajello era costituita da un’unica navata, e quindi doveva esserci un evidente corridoio che collegasse chiesa e la ormai cappella del Presepe. Di conseguenza non sappiamo che aspetto dovesse avere il luogo 5 secoli fa, e neppure l’intitolazione che avesse. Una lettura attenta della Santa Visita mi ha portato ad avanzare un’ ipotesi ma, come al solito, rinvio all’autunno, alla 2a edizione de “Il caso Afragola”. Nel corso dei secoli la cappella fu decorata secondo i canoni artistici barocchi, e rimessa a nuovo dai “Mastri della Chiesa”2. Nel Seicento divenne sede della Confraternita della Disciplina, o di San Giuseppe, una delle più importanti di Afragola, che vantava come membri gli esponenti delle famiglie più in vista del casale. Estintasi, alla fine del Settecento, la Confraternita, il luogo ridivenne semplice cappella. A metà Ottocento, presentava un’Icona ritraente la Sacra Famiglia, e una statua di San Giacomo, oggi perduta3

La circoncisione di Gesù, anonimo del XVIII sec.


Oggi la cappella, divisa dalla navata da un gradino rialzato, presenta un vestibolo coperto da una volte a botte e decorato da stucchi e decorazioni di angeli e festoni floreali. Due riquadri laterali mostrano due affreschi, di autore ignoto: a destra L’Adorazione dei Magi, a sinistra La Circoncisione di Gesù. Entrambi realizzati nel Settecento, al tempo della Confraternita della Disciplina. Dal vestibolo si accede alla cappella vera e propria, dotata di una profonda abside semicircolare, sulla quale un tempo si aprivano finestre ellittiche, oggi murate. Né è l’unica particolarità della cappella evidenziata dai restauri conclusi all’inizio di questo secolo: durante le rilevazioni del 1997, fu evidenziata l’esistenza di un antico ingresso del luogo, che dava direttamente sulla via pubblica4.
L’altare marmoreo, risalente al Seicento, è stato in parte smembrato, come mi ha riferito il custode Ciro Boemio, per realizzare la mensa postconciliare dell’altare maggiore, e il leggìo a destra della nuova mensa stessa.
Fino al 2010, la cappella ospitava grandi teche con statue di santi, fra cui San Giuseppe con Bambino, Santa Maria delle Grazie, San Gioacchino e Sant’Anna. Oggi ospita le statue di San Giuseppe e di San Giovanni Paolo II, oltre all’antico affresco della Madonna della Scafatella, qui condotto nel 2013.

1Carlo Cerbone, Chiesa e società ad Afragola fra Cinque e Settecento, 1a ed. 2004, pag. 19

2Santa Visita del cardinale Giacomo Cantelmo nella Diocesi di Napoli, 1698, vol. IV

3Appendix Puzii, pag. XII, allegata a “Il complesso monumentale di Santa Maria d’Ajello in Afragola”, di Catello Pasinetti, 2003

4Catello Pasinetti, “Il complesso monumentale...”, nota 54, pag. 34

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