mercoledì 8 giugno 2016

Medioevo...affamato?

Grande macelleria, di Annibale Carracci, 1585. 

"Nel Medioevo morivano di fame".
Una delle più grandi idiozie che circolano fra la gente comune, in Rete e che hanno perfino dignità di pubblicazione sui libri di testo, è la presunta povertà alimentare dell'Età di Mezzo. A sentire i propugnatori di tale idea, non ci fu anno, in quei mille anni, che non ci fosse una carestia, un'alluvione, una pestilenza, e non ci fosse una moria di bestiame tale da ricordare l'episodio biblico dei sette anni di vacche magre.
In realtà, il Medioevo fu un'epoca di parsimonia, ma solo per evenienze lavorative e religiose. Fatte salve le particolarità locali e di ceto sociale, sulle tavole dei medievali non mancava, ad esempio, la carne, ricca di ferro e proteine, che dava rinforzo ai corpi. La si consumava nel giorno sacro della settimana, gli stessi castellani ne facevano uso in occasione di banchetti o determinati eventi, ma da qui a dire che, in tempi normali, i nostri avi si cibavano esclusivamente di radici o bacche è una colossale falsità che è dura a morire. Più che altro, possiamo aggiungere che gli europei dei secoli VII- IX mangiarono più carne rispetto ai loro discendenti del XIV secolo, ma ciò a causa della cesura della Grande Peste.

Il tipo di economia silvopastorale metteva a disposizione dei medievali, una quantità di carne relativamente abbondante. A fronte della scarsità di cereali, inoltre, si poteva contare su una produzione ingentissima di ortaggi. Che i signori mangiassero più selvaggina mentre i villani si nutrissero più di ortaglie, era una condizione dipesa più da fattori culturali e di ceto sociale. Né si deve essere troppo manichei in materia: l'attenzione che certi documenti dedicano agli ortaggi, come il Capitulare de Villis di Ludovico il Pio, tradiscono l'apprezzamento che anche i signori avevano per questo genere di alimento. Possiamo quindi affermare che il Medioevo, lungi dall'essere quell'epoca di denutrizione a cui una certa storiografia ci ha abituato, fu un periodo durante il quale tutti gli strati sociali poterono godere di una dieta ricca e diversificata.

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