mercoledì 10 agosto 2016

Afragola d'arte. San Giorgio martire- Navata.

Volta della navata. Foto della dott.ssa Raffaela Loreto, per gentile concessione all'autore.

Articolo correlato: Prospetto (link), Il caso Afragola (link).

La chiesa di San Giorgio martire consta di una sola navata affiancata da 4 cappelle per lato, intercomunicanti per mezzo di archi posti fra le pareti divisorie. La navata è ampia e luminosa, ed è interrotto dal transetto, che separa la navata stessa dal presbiterio. L’impianto del tempio è quindi a croce latina, unico caso fra le tre chiese antiche del casale delle fragole. Ciò si spiega sia con la ricostruzione del tempio, avvenuta alla fine del XVII secolo dopo il sisma del 1688, sia per la disorganicità dei lavori in Santa Maria d’Ajello nel corso dei secoli successivi alla costruzione della chiesa originaria. La volta a botte è decorata con dipinti recenti, risalenti al 1946 per mano di Gaetano Bocchetti, e ritraggono alcuni episodi della vita del santo cavaliere, che descriveremo in dettaglio in un successivo post. 
La controfacciata regge la balconata della cantoria, e ospita inoltre un deteriorato lavoro di Angelo Mozzillo, ritraente San Giorgio che abbatte gli idolei nel tempio di Apollo (1787 ca). Mozzillo fu un valente pittore afragolese (clicca sul link), del quale da tempo ricerco le opere per tutta la Campania assieme alle amiche Tina e Pina – spero per il 2017 di presentare i frutti di questo “pellegrinaggio” artistico. 
L’arco della prima cappella destra presenta una tela con San Gennaro che ferma la lava del Vesuvio (1891), mentre sull’arco della prima di sinistra abbiamo San Michele che abbatte Lucifero (1892). Entrambe le opere presentano particolari iconografici che li rendono interessanti per il loro genere, e che ho discusso nell’apposito capitolo della 2a edizione de “Il caso Afragola” - mi dispiace, ma a causa di troppi scopiazzamenti, sono costretto a “far comprare” i miei lavori intellettuali da chi ne è davvero interessato. La prima cappella destra ospita un bel Crocifisso ligneo, opera degli anni sessanta del Novecento, e la lastra tombale di Matteo Arcane, siniscalco della corte angioina. Quasi specularmente, la prima cappella a sinistra ospita il fonte battesimale e la tomba di don Domizio Russo, parroco di San Giorgio alla fine del Seicento (e grazie all'eredità del quale fu possibile ricostruire e abbellire la chiesa). Anche su queste due sepolture (e sui due sepolti) avrei molto da dire, sopratutto per i simbolismi su esse scolpite, ma anche in questo caso rinvio alla mia pubblicazione autunnale. 

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