martedì 27 settembre 2016

Franz - Josef Hassemer. Un ricordo.

Franz- Josef Hassemere nella festa per i suoi 75 anni. 


Caro padre Franz, stai bene? Te ne sei andato così velocemente che non hai potuto salutare nessuno. Quando domenica 20 mi dicesti, al termine della messa, che non ti sentivi tanto bene, attribuii la cosa al tempo nuvoloso e freddo di quella mattina di fine estate. Ora so, e lo sa anche tutta Reinheim, che quei dolori erano forse le prime avvisaglie del malore che ti ha colpito due giorni dopo, giusto una settimana fa. L’aneurisma non perdona, purtroppo.



Ah, è italiano! Da dove viene?” furono le prime parole che mi rivolgesti quando ci conoscemmo a luglio, in un italiano che era stentato quanto il mio tedesco. Era la festa per il tuo 75esimo compleanno, e mi invitasti a bere pure qualcosa nel garden party della canonica. Fu in quell’occasione che ci facemmo una foto insieme, che io pubblico qui, tagliando me stesso. Nelle settimane seguenti avevamo sempre tempo per scambiarci due parole e conoscerci meglio. Mi piacque la tua omelia su San Pio X, o almeno quello che capii, e ti piacque che me ne interessai. Fosti contento quando dissi di voler scrivere un articolo sulle differenze della celebrazione della messa in Italia e in Germania, e ammirasti contento le foto degli interni della mia parrocchia di Afragola, Santa Maria d’Ajello. “Restiamo in contatto” mi dicesti, e io altro non volevo che un amico tedesco in una terra con tanti italiani (troppi?). Ma lassù hanno voluto diversamente.
E’ triste quando gli amici se ne vanno, non importa se conosciuti da poche settimane, soprattutto senza poterli neppure salutare. L’affetto con cui i tuoi fedeli ti hanno colmato ai funerali, domenica scorsa, in una chiesa così gremita che c’era gente anche fuori, è il miglior metro di giudizio sul tuo operato nei 36 anni di parrocco a Reinheim.
Addio, padre Franz! Sei stato il mio primo amico in terra tedesca, e non ti dimenticherò mai più.

Ruhe in Frieden.

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