sabato 24 dicembre 2016

Davide Maiello e la magia del Natale.

Davide Maiello in una foto d'autore

Per leggere la prima intervista di Davide, segui questo LINK.


E’ passato un anno e mezzo da quando il giovane talento afragolese Davide Maiello (4 agosto 1999), appassionato di musica e di violino, mi concesse l’onore della sua prima intervista. Fu un incontro interessantissimo, che aprì anche a me nuovi orizzonti, ed è per questo che ho chiesto e ottenuto un nuovo incontro, dopo 18 mesi, per fare il punto delle esperienze da lui vissute.

Davide, innanzitutto una presentazione per i lettori del blog, sia quelli vecchi che già lessero la prima intervista sia quelli nuovi.


Sono Davide Maiello, nato a Napoli nel 1999, ho intrapreso un percorso musicale intorno agli 8 anni insieme a mio fratello Antonio, prima per competizione poi come passione. Ho intrapreso i miei studi col maestro Leopoldo Fontanarosa di Torre Del Greco, per poi proseguirli col maestro Antonio Colica del Conservatorio di San Pietro a Majella. Ho avuto numerose esperienze in ambito musicale: localmente inizialmente grazie a Enzo Gambardella ed Enzo Campagnoli, con lo stesso maestro Fontanarosa suonando in convegni universitari, e una bella esperienza fu all’Osservatorio Vesuviano l’anno scorso, un tributo al compositore rivitalizzando le sue opere antiche. Ho avuto esperienze nella basiliche più importanti di Napoli, come a San Domenico Maggiore, cosa che mi ha fatto scoprire Napoli. A scuola, al liceo scientifico “Filippo Brunelleschi” di Afragola (diretto dalla mia ex insegnate di italiano e latino, prof Adele Vitale, ndr) sono stato coinvolto grazie alla prof Rosa Fortunato in numerose iniziative nel Giardino Didattico, riprendendo le attività che vorremmo che i ragazzi oggi seguissero. Il giovane d’oggi ormai ha una vita seguita da una colonna sonora continua, e questa è la cosa più bella del mondo. Nel 98% dei casi, oggi per strada vediamo un ragazzo con le cuffiette alle orecchie. Non c’è più un momento per la musica: ci alziamo e ci addormentiamo con la musica, la musica è poesia, usa un linguaggio universale che non ha bisogno di essere tradotto.

Darwin diceva in fondo che la musica è innata nell’uomo.

Sì. Pensiamo al neonato: il pianto di un bambino è il suo primo atto sonoro, quello con cui viene al mondo, anche quella è musica, anche lui, appena nato, manifesta la musica nell’unico modo in cui può farlo, è uno dei suoi primi bisogni.

In questi 18 mesi, quali altre esperienze hai maturato?

Ho avuto altre esperienze col maestro Tommaso Travaglino, presentando il suo libro in giro per l’Italia: Campobasso, Rimini, Bologna, il prossimo 27 gennaio saremo a Messina e a Palermo, bellissime esperienze. E continuo a suonare ogni domenica sera nella Basilica di Sant’Antonio ad Afragola, con la guida del maestro Pasquale Castaldo.

Sei un talento afragolese di una città che di talenti ne ha molti, ma, ahimè, nascosti. Tra poco dovrebbe aprirsi la stazione Tav che collegherà laq città alle grandi città italiane e europee. Secondo te quali opportunità può dare questo nuovo collegamento?

Collegarsi alle grandi metropoli d’Italia può fra aprire Afragola che è chiusa nella propria cultura, un’ apertura mentale, e queste influenze con altri popoli non possono portare altro che positività.

Come la vedi Afragola da adolescente?

Afragola, come Napoli, è nascosta, ha dei luoghi nascosti. Il sabato sera possiamo vedere anche dell’arte. Nella zona del Parco S., Antonio a volte vedo i ragazzi che affrontano sfide di free style, di stile molto americano, ci sono posti su cui puntare, ma i giovani sono delusi, non hanno quell’immaginazione che può spingerli oltre, non coltivano la passione, non crescono., Questo è il problema: vedere tanti ragazzi stare in quell’ozio costante è terribile, perché è anche Afragola che non li spinge ad attivarsi.

Davide Maiello

Come vive il Natale Davide Maiello?

Si è imposto, categorizzato che a Natale ci siano determinate emozioni, determinati sentimenti. Il Natale deve essere vissuto con un’interpretazione propria, ma che porta comunque un’atmosfera calda. E’ un periodo meraviglioso, che vivo con grande serenità, mi piace tanto l’aria natalizia, il sentimento di rinascita di questa stagione. Vivo il Natale come un periodo felice, un periodo di collettività, anche se è diventato un periodo materialista, in cui alcuni perdono di vista i valori veri, che influenzano ancor oggi la cultura umana. Magari è il periodo in cui c’è più altruismo, una stagione in cui si cerca di portare la felicità a se stessi e al prossimo.

Nell’altra intervista accennasti al rapporto col tuo primo fratello. Parlaci del rapporto con Antonio.

Io e mio fratello abbiamo sempre avuto un rapporto di amore-odio, ma ci siamo sempre sentiti stretti, legati. E’ stato l’esempio a cui ho potuto più accedere, perché ho avuto spunti da lui: lui faceva karate, e io andai karate, lui iniziò violino e lo iniziai anche io, idem l’arbitraggio….C’è sempre stato questo rapporto di ispirazione, di reciproco rispetto, di reciproco amore, di reciproco aiuto. Se io faccio qualche errore, lui mi rimprovera severamente, e quindi mi ha cresciuto come un vero fratello maggiore. Talvolta capita qualche litigio perché siamo entrambi delle teste “dure”, ma raramente, perché ci vogliamo un gran bene. E’ un modello per me, ma non lo voglio dire sennò si monta...(risate).

Solo in una cosa mi pare non ti abbia ispirato: lui segue Giurisprudenza, mentre tu mi dicesti che vorresti intraprendere Medicina…

Sì, fin da piccolo ho sognato fare il medico, ispirandomi anche a mio padre che era responsabile della Croce Rossa Italiana. Vedere il sorriso sul viso delle persone in difficoltà mi ha sempre emozionato, e credo che fare il medico, aiutare gli altri, sia la cosa più giusta per me.

L’altra volta chiudemmo con una tua bella frase, “Suonare è poesia”. In futuro, come si evolverà questa tua passione, se rimarrà tale, o evolverà.

Per me la musica è la voce dell’anima. Ho scoperto qualcosa che mi ha davvero commosso e mosso dentro. Mi capita ancora oggi di emozionarmi ascoltando un brano musicale, e perciò non riesco a capire quei musicisti che suonano con freddezza. Credo che chi intraprende un’arte deve farlo col cuore, ho sempre cercato di emozionarmi ed emozionare, perché se l’emozione non parte da me non può arrivare agli altri. Per me la musica è poesia e rimarrà tale per sempre, la musica smuove sentimenti che con le parole non è possibile fare. Il mio percorso musicale continuerà comunque, anche se dovrò dare il giusto spazio alla musica e all’ambito lavorativo. Voglio restare in Italia, perché voglio provare che non serve la fuga dei cervelli, dobbiamo essere grandi e non dobbiamo esportare questa grandezza fuori dal nostro Paese.

Grazie, Davide, ci risentiamo, magari fra un anno. 
Buon Natale a te e ai lettori del blog.

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