mercoledì 25 gennaio 2017

Afragola d'arte. San Domenico - Cappelle destre

Navata e tetto della chiesa


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La chiesa di San Domenico ha avuto numerosi rifacimenti in seguito al diverso uso dei suoi ambienti nel corso dei secoli, e sopratutto dopo il sisma del 1980, che rese precarie molte delle strutture del tempio, tanto da provocarne la chiusura fin quasi alla fine del millennio. Entrando in chiesa, leggiamo sul pavimento dell’antiporta la scritta “Natale Domini 1965”, il che ci informa che è stata in quella data che l’antico piano è stato sostituito. Il calpestio della chiesa si presentava, come in tutte le altre afragolesi, in mattonelle in cotto maiolicato, a formare una grande corona del Ss. Rosario. Tale calpestio sembrerebbe dunque essere stato sostituito 50 anni fa, ma un’altra fonte ci informa1 che il grosso dei lavori è stato compiuto dopo il succitato terremoto. La chiesa è a croce latina, e presenta una sola navata con 5 cappelle per lato, un transetto che separa la navata dal presbiterio e un’ampia volta a vela all’incrocio dei due assi. Le cappelle sono ambienti separati dalla navata con archi a tutto sesto e di varia profondità.

La prima cappella del lato destro è priva di altare, anche se una volta ne esisteva uno in muratura, che si è fatto in tempo a fotografare negli anni scorsi2. Presenta una nicchia con cornice in stucco, contenente un crocifisso d’epoca. La seconda cappella è la prima che presenta due cornici ovali in stucco alle pareti, presenti in tutte le altre, anche del lato sinistro, e che probabilmente contenevano pitture in tema con l’Ordine domenicano, oggi tutte scomparse. L’altare è del XVIII, in marmi policromi, con volute laterali laddove, prima del Concilio, si celebrava ancora sugli altari laterali e servivano per dare appoggio ai candelabri. La nicchia presenta una cornice barocca con una statua di San Vincenzo.                               
Terza cappella
Il terzo ambiente è il più importante del tempio, poiché è dedicata a San Domenico, benchè adesso vi sia la statua della Madonna del Rosario che regge il Bambino. Era di patronato dei Castaldi, il cui stemma è in chiave all’arco d’ingresso, separato dalla navata da una balaustra in marmo bianco. La cappella, già esistente fin dalla metà del Seicento, fu poi ampliata dai patroni sul finire dello stesso secolo, creando così due ambienti. 
Nel primo si apre la scalinata che conduce alla cripta di famiglia, attualmente tappata da una lastra in vetro, e presenta due lapidi marmoree alle pareti, che ricordano la famiglia e la fondazione della cappella. Il secondo ambiente è dominato da una cupoletta, retta da un tamburo con 4 finestrelle quadrangolari, alternate da 4 cornici ovali con affreschi molto danneggiati dall’umidità. Queste pitture riprendono i temi della Vita di San Domenico: la Madonna del Ss. Rosario, San Domenico e un angelo, San Domenico benedicente un uomo in un pozzo, San Domenico benedicente un malato, e l’ultimo ormai non più decifrabile. L’altare risale al XVIII secolo, con un paliotto decorato a medaglione con croce raggiata. Non è l’altare originario della cappella, visto che proveniente dall’oratorio della Confraternita del Ss. Rosario, disciolta alla fine del Settecento. La quarta cappella presenta un pavimento maiolicato del XVIII secolo che raffigura intrecci di fogliame, tralci e un cesto con frutta con uccelli ai lati. L’altare è coevo al pavimento, con marmi policromi e un paliotto a forma romboidale. Nella cornice è presente un quadretto di Sant’Anna, anche se fino agli anni Settanta conteneva un affresco di Angelo Mozzillo, adesso spostato in un altro punto della chiesa. La quinta cappella è simile alla precedente, solo cambia il motivo ornamentale del cotto, con anfore traboccanti di fiori. L’altare settecentesco presenta un tabernacolo con porticina in legno dorato, con l’immagine del Sacro Cuore di Gesù. La nicchia d’altare presenta una statua di San Gennaro, in legno dipinto, risalente sempre al XVIII secolo, di autore ignoto.


1 Carlo Cicala, “La collegiata del Ss. Rosario”, A. R. C. A., 1996


2 Alfonso Caccavale, “La chiesa del Ss. Rosario”, A. R. C. A. , 2000

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