martedì 10 gennaio 2017

Bergogliani in retromarcia.




Me l’aspettavo, naturalmente. Uno non studia la Storia della Chiesa, non affronta le vicissitudini del Papato, non bazzica ambienti ecclesiastici e clericali per non sapere che il cambio di casacca è sempre dietro l’angolo. Morto un Papa se ne fa un altro, è vero, ma spesso i cortigiani, essendo tramiti fra il Principe e il popolo, si rendono conto per primi che l’aria sta cambiando e si comportano di conseguenza. Non tradiscono apertamente, quasi mai: iniziano a nutrire dubbi e accortamente a manifestarli, con l’aiuto di amici ammanigliati nelle redazioni di giornali e/o nei posti che contano, e pur non rinnegando il regime che hanno servito fino a un’ora prima si autonominano pensatori in crisi perché non si riconoscono più nei valori di detto regime. In tal modo preparano la strada per il cambio del regnante, si fanno indipendenti dal sistema passato per mettersi disposizione del nuovo che arriva.
Premesso questo preambolo, possiamo leggere con gli occhiali della realtà e del candido cinismo l’intervista che Aldo Maria Valli, bergogliano non della prima ora ma del primo minuto, ha concesso a Giovanni Marcotullio per il quotidiano “La Croce”. Qui potete trovare l’intervista completa: LINK

La Storia, questa sconosciuta.

L’occasione dell’incontro è la presentazione del libro del Valli dedicato a Papa Francesco. Innanzitutto, già alla prima domanda riguardo a come mai abbia cambiato la sua posizione, Valli denota una particolare ignoranza per la Storia del Papato:

Ho nutrito molte speranze in Francesco perché – ce lo siamo dimenticati in fretta – provenivamo da una situazione con una Chiesa Cattolica finita in un angolo come un pugile suonato, nell’ultima parte del pontificato di Benedetto XVI, per cui la situazione era quasi disperata”.

No so se Valli abbia studiato la Storia della Chiesa; evidentemente no, altrimenti avrebbe saputo che più volte il papato si è trovati in situazioni disperate, dove non si vedevano vie d’uscita, e dove ci si rivolgeva a Cristo invocando la Sua promessa per cui la barca petrina non sarebbe mai stata rovesciata. E non bisogna andare neppure tanto lontano nei secoli per ritrovarsi con una Chiesa minacciata da tutte le parti – Pio IX ricorderà sicuramente qualcosa a chi ne sa davvero. Andiamo avanti. Gli viene chiesto se il cardinale Carlo Maria Martini, gesuita come Bergoglio, possa essere stato il precursore e il modello per l’attuale Pontefice. Valli lo nega, sentenziando che “Martini era molto attento all’uso delle parole. Niente a che fare con certe superficialità che riscontro oggi con Papa Bergoglio”. Non lo dice apertamente, ma Valli fa cenno all’eccessiva semplicità e alla scarsa cultura del Pontefice rispetto al biblista ambrosiano, morto 6 anni fa. Quando io e altri migliori di me ci stupivamo dell'ingenuità del Papa, gli ultrabergogliani ci tacciavano di scarso rispetto, di sacrilegio, di dileggio, si rammaricavano di non poterci scomunicare a mezzo Facebook ma erano contenti di augurarci le pene infernali. Adesso un vaticanista che fin dal minuto dopo l’annuncio del cardinal Tauran dalla Loggia quel 13 marzo 2013 quasi pianse di gioia in omaggio al neoeletto può dargli velatamente dell’ignorante senza che nessuno dica niente. 

Inquietudini esistenziali

Valli prosegue, dicendosi inquietato dal protagonismo di Francesco:

Questo mettersi molto in primo piano lo avverto con una certa inquietudine: non riesco a capire fino a che punto sia una falsa modestia, da parte di Francesco. Per questo il famoso “chi sono io per giudicare?” mi ha interrogato così tanto che alla fine mi sono deciso a scrivere questo libro”.

Quindi è stato il populismo bergogliano a spingere il Valli a redigere questo volume. Non sono stati il commissariamento dei Francescani dell’Immacolata, avvenuto senza motivi ufficiali; non sono state le demolizioni dei sacramenti della dottrina, Eucarestia, Matrimonio, Penitenza e quest’anno forse anche l’Ordine, con l’abolizione del celibato e l’introduzione al sacerdozio per le donne; non sono stati i Dubia sollevati da alcuni cardinali circa l’ortodossia dell’Amoris Laetitia; non è stata la disinvolta gestione delle finanze, amministrata da agenzie internazionali dal conto salato, cosa che stride con la massima bergogliana di voler avere una Chiesa povera e per i poveri; non è stato il clima di terrore nel quale giace il Vaticano. 
Aldo Maria Valli
No, Valli ha scritto il libro perché per lui Bergoglio si mette troppo in mostra, fa troppo il peronista. Valli si è ricordato improvvisamente che Pietro deve parlare poco, limitandosi a custodire il Depositum Fidei e a confermarlo ai fratelli nella fede. Dopo quasi 4 anni, Valli si ricorda improvvisamente come si dovrebbe comportare un Vicario di Cristo e adesso vuole rimproverarlo a un Bergoglio ottantenne e sulla soglia di lasciare il Soglio – consentite il gioco di parole – dopo aver taciuto e non aver manifestato un solo dubbio per tanti anni. 
 Troppo facile. Troppo facile folgorarsi così, sulla via dell’Amoris Laetitia. Troppo facile ricredersi su una persona e uno stile di governo, dopo aver fatto credere per anni a lettori e spettatori che Bergoglio era il migliore dei Papi possibili, e fatto passare per eretici chi non era d’accordo, come Antonio Socci, Antonio Margheriti Mastino e altri. Troppo facile la traversata nel deserto, quando si può facilmente prevedere che questo pontificato non ha ancora molto tempo davanti a sé, vuoi per la cesura della morte, vuoi per l’abdicazione.

Ma così va il mondo, e adesso ci ritroviamo un Aldo Maria Valli che da bergogliano convinto ne diventa critico, pioniere di tanti altri che seguiranno nei prossimi mesi. Il bello è che questi qui, quando arriverà la catastrofe ultima, passeranno per profeti, quando altri, come me e migliori di me, preannunciarono tutto questo già dalla sera del 13 marzo 2013, l’amico Amedeo Francesco Mosca mi è testimone. Ma ben venga, il Valli, nel numero di coloro che hanno sempre visto con cautela e senza occhiali rosa il pontificato franceschista; basta che poi non se ne esca con un “ve l’avevo detto” che si può facilmente ritorcerglisi contro. 

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