domenica 8 gennaio 2017

Un "nuovo" Sant'Antonio. O no?

Il manufatto posto presso la Basilica.

In alto potete vedere il manufatto che da stamane campeggia nei giardinetti del Viale Sant’Antonio, che ritrae fattezze umanoidi, contornate da raggi a mò di aureola. C’è chi vi riconosce sembianze del Colosso di Rodi di greca memoria, qualcun altro suggerisce un ritratto plastico del dio Febo di stile romaneggiante, ma la dicitura sottostante afferma che tale manufatto ritrae le fattezze di Sant’Antonio di Padova, il Santo Taumaturgo venerato presso la vicinissima Basilica a lui dedicata.
La cosa non poteva sfuggirmi, essendo che da anni sono impegnato nella divulgazione e rivalutazione del patrimonio artistico e storico di Afragola, e devo dire che quando ho visto le prime immagini della scultura sono rimasto di sasso, più della statua stessa. Ma come, si organizza un gemellaggio con la patria del Santo, si mette in piedi una mostra coi tesori della Basilica a lui dedicata, e per onorarlo non si trova nulla di meglio che porre una testa in mezzo all’erba? Aldilà del valore artistico dell’opera – che non discuto-, aldilà del fatto che ci sono tante opere d’arte preziose ad Afragola che abbisognano di urgenti restauri, alcune custodite proprio in Basilica, chi e perché ha scelto tale modalità per onorare il protettore degli afragolesi? Con tante iniziative che si potevano pensare per dare una botta di cultura a questa città, perché proprio una che la città non ha apprezzato, a giudicare dai commenti della cittadinanza? Non si poteva, ad esempio, proporre un’esposizione eccezionale della statua del Santo sul sagrato della basilica, o una sua peregrinatio “fuori stagione” proprio per sottolineare l’eccezionalità dell’evento? O, se si voleva insistere sul piano artistico, non si poteva chiedere alla cittadinanza di restaurare le immagini del santo protettore diffuse un po' ovunque negli androni delle corti dei palazzi del centro storico? Qui ce n’è un esempio: un bel Sant’Antonio affrescato sul muro interno di una scala di un edificio privato, nel rione Grottese. E’ un’opera rovinata e un po' datata, siamo d’accordo; ma almeno è un Sant’Antonio più familiare e apprezzato del nuovo che avanza. 



2 commenti:

  1. De gustibus non disputandum est (ammetto però che fa impressione anche a me), credo però che l'indirizzo politico del sindaco Tuccillo sia questo: invece di dare il giusto compenso ad artisti di casa nostra come Domenico Sepe o comunque una buona opportunità ad altri artigiani magari non famosi ma bravi lo stesso delle nostre zone (non necessariamente di Afragola), si è voluto dare più importanza al fatto che la scultura è di Lello Esposito, che ha un sito web e viaggia tra Napoli e New York (spero che si noti il sarcasmo). Insomma per il Tuccillo metropolitano non è tanto importante la statua in sè ma chi l'ha fatta, un modo per sprovincializzarci

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    1. Gradisco il tentativo di sprovincializzare Afragola. Io rilevo che questo Moai, come lo chiamo, non ha alcun nesso con il patrimonio artistico afragolese. Coloro che difendono la scelta fatta o sono legati a doppio filo con l'attuale amministrazione (ma poi perché buttarla sempre in politica? Se una cosa è brutta, è brutta e basta, a prescindere da chi la commissiona) oppure sono residenti fuori Afragola, e pretendono non solo di dire la propria ma anche di bacchettare gli afragolesi come ignoranti. Ignorando loro stessi, da primedonne che sono, di essere le vere capre.

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