martedì 21 febbraio 2017

Io parto: Nunzia Faiello - Germania.

Nunzia Faiello

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Secondo appuntamento con la rubrica "Io parto", dedicata agli afragolesi all'estero o fuori regione. Pubblico oggi l'intervista che fu effettivamente la prima della serie, e che per un disguido rilascio solo oggi. Incontriamo la signora Nunziata Faiello. Classe 1972, originaria di via Principe di Napoli (‘ncopp Sammuc), vive in Germania, nel Land dell’Assia, dal 1999, col marito e i suoi tre figli.

1. Quando decideste di lasciare Afragola, e qual era il vostro stato d’animo?

Ad Afragola, mio marito lavorava dalla mattina alla sera, tornando a casa stanchissimo, e spesso anche la domenica. Io stessa facevo lavori domestici e badavo al nostro primo figlio, e la situazione era sempre precaria. Grazie all’aiuto di parenti che già vivevano qui, nel 1999 decidemmo di rifarci una vita in Germania e lasciammo Afragola, tutti molto tristi, perché lasciavamo parenti e amici. Partì prima mio marito e dopo 3 mesi lo raggiunsi.

2. Come furono i primi tempi qui?

I primi tempi in Germania furono durissimi. La cittadina dove vivevamo, Rosdorf, era molto diversa da Afragola. Non riuscivo ad adattarmi, non conoscevo la lingua, mio marito riuscì a trovare quasi subito un lavoro ma tornava tardi, e io passavo le giornate chiusa in casa perché non sapevo cosa fare e dove andare, una volta finiti i lavori casalinghi. Poi, con l’aiuto delle mie cognate, ho fatto le prime amicizie con gli italiani del posto e da lì piano piano anche con i tedeschi. Adesso sono passati 17 anni, e una volta ogni due anni trascorriamo le ferie estive giù in città. E grazie alle nuove tecnologie, come Whatapp, riesco a mantenermi in contatto con le mie amiche del centro storico di Afragola.

3. In quanto tempo lei e la sua famiglia vi abituaste alla nuova situazione?

Ci vollero dei mesi, e posso dire che un anno dopo il nostro arrivo, eravamo ormai quasi abituati alla nuova vita. Qui sono nati gli altri due miei figli, che hanno passaporto tedesco ma sono italiani e afragolesi al 100%., vanno a scuola e sono bilingui.

4. Cosa suggerirebbe a un afragolese che volesse trasferirsi in Germania?

Suggerirei di imparare prima di tutto una base della lingua, perché in Germania il lavoro si trova ma è diventata una ricerca più difficile da quando ci sono tanti immigrati e da quando c’è l’euro. Poi di prepararsi a resistere alla nostalgia di casa.

5. Siamo alla fine. Lei vorrebbe tornare ad Afragola?


Guardi, il pensiero c’è sempre. Afragola è la mia città, e anche se la Germania mi ha dato tanto e mi ha permesso di crescere i miei figli, la patria è la patria. Spero negli anni futuri di poter tornare a vivere ad Afragola in maniera stabile e più serena di quando sono partita.

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