martedì 28 febbraio 2017

Una piazza di Afragola nel 1886.


Piazza Santa Maria ad Afragola. Augusto Moriani, 1886, Afragola, Palazzo di città.


Le trasformazioni urbane dell’ultimo secolo hanno stravolto la fisionomia del centro storico di Afragola intendendo con questa espressione un’area che si estende da piazza Santa Maria a via San Giovanni, comprendendo 4 quartieri (Santa Maria, San Giorgio, Rosario, Ciampa). Proprio l’area della chiesa matrice di Santa Maria d’Ajello ha subito modifiche sostanziali a partire dall’annessione del Regno borbonico allo Stato sabaudo, e lo slargo che osserviamo oggi si presentava molto diverso appena un secolo e mezzo fa. A darne testimonianza è un dipinto di Augusto Moriani, risalente agli anni Ottanta del XIX secolo, ma che doveva ritrarre certamente una situazione rimasta immobile per decenni, forse fin dall’inizio dello stesso Ottocento. Analizziamolo.

Santa Maria d’Ajello, tanti anni fa.

L’opera, un sopraporta con funzione di abbellimento del Salone nobile del Palazzo di città, fu realizzata nel 1886, su commissione dell’allora giunta municipale, che commissionò al Moriani altre 4 opere (le tratteremo nelle prossime settimane). L’elemento centrale della piazza è ovviamente la chiesa dedicata all’Assunta, che viene ritratta press’a poco nelle stesse condizioni attuali. Quello che osserviamo è il prodotto dei restauri compiuti dal 1780 al 1784 in stile baroccheggiante per volontà dell’allora parroco don Angelo Firelli1. Il campanile svetta alto nel cielo terso, dopo le riparazioni avvenute nel 1847, per opera del parroco don Felice Romanucci2, a causa di un fulmine che abbattè la cupoletta maiolicata in cima. Non è ovviamente presente la cancellata divisoria fra la gradinata e la piazza, voluta negli anni Ottanta del Novecento da don Giorgio Montefusco3, mentre l’ingresso dell’ex Confraternita del Purgatorio, appena visibile, sembra identico al prospetto attuale. Notiamo a sud della chiesa un tempietto con una cancellata rossa: a testimonianza di alcuni anziani, tale tempio era in realtà una cappella con una rappresentazione della Crocifissione di Cristo a grandezza naturale (anche se io ho un’ipotesi in merito...ma fia laudabile tacerci per adesso). Essa fu abbattuta in contemporanea con la sistemazione dell’edificio ad angolo, che osserviamo essere molto diverso dall’attuale. Innanzitutto, esso era più basso dell’attuale, privo delle balconate di oggi – se il lettore ingrandisce l’immagine, potrà intravvedere un piccolo balconcino a mezzo della costruzione, aggettante verso la chiesa- con un “vascio” (basso) ad angolo con via Santa Maria dal quale si affaccia una donna, in gonna larga e cuffietta. Dall’altra parte della piazza, osserviamo un edificio di forma parallelepipeda, a tre piani, con un locale a doppia apertura al piano terra .
Piazza S. Maria, Moriani 1886, particolare.
Tale costruzione esiste ancora, ormai disabitato e con una staticità precaria, e presenta i locali di una ex tabaccheria nel punto dove si apriva un arco del basso. In fondo, notiamo un gruppo di case, ancora esistenti, e che dovrebbero essere la continuazione del palazzo Romanucci (1808), con un loggiato (un portico formato da più archi aperti verso l’esterno), coperto da un tetto spiovente, mentre sullo sfondo notiamo un campaniletto.

La piazza è animata da due sacerdoti e da una vecchia. I due preti confabulano serenamente, uno dei due ha le mani dietro la schiena mentre l’altro, leggermente più basso, parla. Indossano entrambi la talare e il saturno neri, indumenti ecclesiastici non aboliti ma non più usati dai sacerdoti cattolici dopo il pontificato di Paolo VI4. Può darsi che appartengano al clero della stessa chiesa di Santa Maria: nei secoli passati, per la presenza degli altari laterali di patronato nelle chiese (numerosi in quelle di Afragola), era normale che le parrocchie ospitassero più di un sacerdote nel proprio perimetro, pur essendo il parroco uno solo. L’anziana attraversa la piazza piegata in avanti, forse reggendosi a un bastone, e indossa una veste che l’avviluppa interamente. La luce, proveniente da sinistra, indica che siamo a metà mattinata.

Un curioso particolare.

Il dipinto ritrae una scena quotidiana in Santa Maria d’Ajello, come potevano osservarla gli afragolesi del 1886 o del 2017. Ma c’è un particolare, piccolo ma significativo, che ci informa che le cose non sono così semplici come sembrano. Osserviamo attentamente l’opera: il sole, il cielo, la chiesa frontale, i due edifici, le persone. Cos’è che è cambiato da allora a oggi?
E’ il punto di vista. Facciamo mente locale: un pittore oggi potrebbe sedersi a dipingere lo stesso scenario, ritraendo contemporaneamente la chiesa e i due edifici laterali? La risposta è no. E il motivo è semplice: dai tempi del Moriani, la piazza si è ristretta per la presenza di un altro edificio, il cosiddetto “palazzo Ciaramella”, presente forse già all’epoca della realizzazione del dipinto ma in seguito notevolmente accresciuto, e che ha tolto “spazio” alla piazza. Infatti oggi si possono ritrarre, fotograficamente, gli stessi soggetti solo di sghembo, e non interamente, così:


Piazza Santa Maria d'Ajello, oggi.
Oggi del palazzo Ciaramella, che da tempo giaceva in pessime condizioni statiche, nulla è rimasto se non un recinto di mura a custodia del vuoto interno, che ospita oggiogiorno una piccola selva di piante incolte. Eccolo in una foto del 2014:




Ben si farebbe se si proponesse l’acquisizione del terreno al pubblico demanio, si eliminasse quanto resta dell’edificio e si desse nuova “aria” al cuore del centro storico di Afragola.

Note:


1 Don Angelo Firelli fu parroco di SMdA dal 1779 al 1793.

2 Don Felice Romanucci fu parroco di SMdA dal 1839 al 1853.

3 Don Giorgio Montefusco è stato parroco di SMdA dal 1967 al 2013.

4 Giovanni Battista Montini (1897-1978) fu eletto Papa Paolo VI il 21 giugno 1963. Terminato il Concilio Vaticano II nel 1965, permise ai sacerdoti di indossare il clergyman, un completo di camicia azzurra e pantalone nero, in alternativa alla talare, che però non fu mai abolita.

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