giovedì 16 marzo 2017

Afragola d'arte. San Domenico - Cappelle sinistre.

San Giuseppe, mosaico novecentesco, 5a cappella sinistra

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Gli ambienti del lato sinistro del tempio sono speculari a quello destro, eccettuato il quarto. La prima cappella è più piccola delle precedenti, in quanto ospita la scala che porta al campanile. E’ priva di altare, occupata al centro dalla vasca battesimale in marmo bianco con pannelli superiori lignei, poggiante su un tronco di colonna, marmoreo anch’esso. La manifattura è recente e risale all’istituzione parrocchiale del Novecento: presenta l’inciso: “Vincenzius M. Can.us Iazzetta – Huius ecclesiae primus parochus – Fecit – 1927”. La copertura è a volta a botte con una cornice in stucco, che ritroviamo anche sulla parete divisoria con il secondo ambiente. Il pavimento è similare a quello delle prime cappelle destre: figure geometriche multicromatiche.
La seconda cappella presenta un altare in marmi policromi del XVIII secoli, con due volute laterali per ospitare i candelabri durante le funzioni sacre prima del Concilio Vaticano II. La tela d’altare ritrae un San Nicola, di ignoto autore, forse seicentesco, molto oscurato dal tempo, anche se sarebbe ancora recuperabile. Volta, pareti e pavimento sono identici alla prima cappella.
Porta laterale, prima del sigillamento
Il terzo spazio sinistro, dirimpetto alla cappella Castaldi, presenta un’ ara marmorea policroma del Settecento, con un bel paliotto romboidale a doppia cornice, con incisi dei fiori al centro. La santa onorata nel luogo è Santa Rita, la cui immagine è incorniciata in una cornice marmorea con cartigli e festoni. Una scritta del 1931 ricorda la devozione di Angelo Maiello, il cui stemma dominava l’architrave d’ingresso e che ora è finito nelle cripte della chiesa (come io stesso ebbi a verificare durante una mia visita ai sotterranei nel 2014 in compagnia della dottoressa Raffaela Loreto e del reverendo Paul Crochat). Il pavimento si segnala per i blocchi di marmo chiaro alternati a quelli di grigio scuro, che almeno spezzano la monotonia degli ornamenti dei precedenti ambienti.
La quarta cappella è attualmente chiusa da un vetro in plexiglas, che chiude la porta secondaria che immetteva in via Rosario (scandalosamente sigillata da una lamiera metallica a causa degli sversamenti dei rifiuti). Ugualmente sigillata è la botola di accesso alle cripte sottostanti, come da notizia di una fonte del 2000. Tra questo ambiente e il successivo è presente il pulpito, in legno di noce, molto semplice ed essenziale, con un baldacchino con merlature metalliche pendenti, e che fino al 1976 aveva, come tutti i pulpiti, una colomba dorata all’interno a simboleggiare lo Spirito Santo che ispirava il predicatore.
La quinta cappella presenta un altare marmoreo policromo del XVIII secolo, privo di paliotto trafugato negli anni Ottanta. E’ dedicata a San Giuseppe, il cui bel mosaico degli anni Sessanta del Novecento domina in una cornice a stucco. E’ una dedicazione molto significativa, poiché San Giuseppe, il “Santo degli ultimi giorni”, non ha molte dedicazioni in Afragola - l’altro luogo che lo onora è la Cappella omonima in Santa Maria d’Ajello (vedi LINK). Insieme alla prima cappella, è una delle più piccole della chiesa, in quanto qui si apre la scala d’accesso al pulpito.

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