domenica 19 marzo 2017

Io parto: Giuseppe Amelio - Stati Uniti (Florida)

Giuseppe Amelio con la moglie

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Terzo appuntamento con “Io parto”, la nostra rubrica dedicata agli afragolesi che vivono in Italia o all’estero. Dopo Germania e Australia, restiamo ancora fuori dai confini nazionali, con la storia del signor Giuseppe Amelio, dalla Florida, negli Stati Uniti.


1. Una sua presentazione: chi è, dove e quando è nato, dove viveva ad Afragola.

Nasco ad Afragola in Via San Felice 13 (nella proprieta’ di famiglia ove molti dei miei progenitori erano nati) il 7 Luglio 1944 figlio di Antonio Luigi e Rosa Di Iorio. Sposato con un’ afragolese doc incontrata qui in Florida, Orsola Tremante , ho 7 figli, 9 nipoti ed il numero va’ crescendo. Vivo in Vero Beach una citta’ balneare sulla costa est della Florida che e’ anche residenza dei miei figli. I primi dieci anni dellla mia vita li ho vissuti in Via San Felice dopodiche’ con il crescere del nucleo familiare, andammo ad abitare alle palazzine del Corso Napoli. Papa’ era un piccolo impreditore edile e gestivamo anche un piccolo Coloniale nello spiazzale antistante la quinta palazzina. Le scuole elementari le frequentai ai Sacri Cuori, ancora ricordo quasi tutti I cognomi dei miei piccoli compagni di scuola, poi conseguii la licenza media alle scuole statali dove una volta c’era la prefettura , poi mi iscrissi all’Enrico Fermi di Napoli. All’eta’ di 19 anni fui assunto anche io al Rhodiatoce di Casoria in funzione di magazziniere,correva l’anno 1963. Era un posto sicuro e molto attraente per un giovane ma io ero un ragazzo dall’anima irrequieta.

2. Che ricordi ha di Afragola?

Chi ha la mia eta ricordera’ benissimo che la nostra Afragola era per lo piu una zona agricola ed i limiti della citta’ erano facili da individuare: il Rettifilo finiva con il vecchio deposito dei tram; le 5 palazzine al corso Napoli delimitavano il confine con l’autostrada che portava a Caserta; Via Nunziatella finiva con il cimitero ed al bivio una piccolo cappellina e poi tutta campagna. Dietro “ o maciello” ,una strada solitaria fatta da muri di cinta che forse proteggevano I giardini di qualcuno e la strana sensazione che provavo al passare a fianco di quell mattatoio che sapevo che all’interno ammazzavano I buoi locali, correvo per passare al piu presto le sue mura. A San Michele era tutta campagna. Con il passare degli anni tutto e’ cambiato sotto ai miei occhi a tal punto che ogni volta che ci torno mi sento sempre piu’straniero nella terra dei miei natali e confuso. L’ultima mia visita ad afragola e’ stata nel 2004. A dire il vero non e’ piu il mio paese come lo ricordavo .Il tempo nella mia mente si e’ fermato nel giorno in cui ho lasciato. Conto di ritornarci per una visita presto. Tutti I miei figli tranne due hanno visitato la città natale dei loro genitori.

3. Quando e perchè lasciò Afragola? E perché proprio in America?

Lasciai Afragola nel 1966 insieme a tutto il resto di famiglia per raggiungere una sorella sposata , che si era trasferita negli USA nel 1958. Decisione che avevo forzato sui miei genitori perche’ non vedevo un futuro raggiante per il resto del nucleo. Non fu facile lasciare patria, amici e parenti ma delle volte si fa anche una scelta perche’ si mettono da parte I sentimenti per far posto alla sicurezza del futuro.

4. Come furono i primi tempi in America? Aveva nostalgia di Afragola? 

Per noi l’integrazione fu facile anche perche’ cominciavamo ad essere riconosciuti per il nostro valore culturale e lavorativo. I primi anni vissuti qua furono tra New York e New Jersey dove lavorai in un ristorante di un parente ove appresi l’arte della cucina.
Nel 1969 con l’aiuto finanziario di uno zio ,aprii il mio primo ristorante in una piccola citta’ del N.J. Fu l’inizio di una esperienza che mi ha guidato per il resto di una lunga carriera di ristoratore

Giuseppe Amelio col Presidente degli Stati Uniti George Bush sn. e il figlio Jeb Bush, poi governatore della Florida

5. Come si è svolta la sua vita in America?

Aprii il primo ristorante qua in Florida nel 1973 assieme ad altri membri di famiglia ,poi col passare del tempo ognuno ha preso vie diverse con un successo altrettanto diverso ma comunque soddisfacente per tutti. Rimasto nell’ambito di ristorazione negli anni , posso dire che la fortuna mi benedetto . Oggi gestisco due ristoranti di successo insieme a tre dei miei figli.
Negli anni trascorsi sono stato coinvolto nella politica Americana come sopportatore di partito ed altro. Ho fatto parte del “Rotary Club “ del mio paese ed del” Lion Club”, sono stato president e per due consecutivi termini dei “ Sons of Italy" del mio paese, un organizazione che rappresenta Americani di discendenza Italiana dedicati alla promozione della nostra cultura, le nostre tradizioni e la nostra lingua.

6. C'è una comunità di afragolesi nel posto in cui vive?

Nel paese in cui viviamo gli unici afragolesi siamo noi. Gli emigranti per quando mi concerne sono trattati civilmente, infatti ne ho un bel po’ che lavorano per me. La maggior parte di loro sono di origine latina.

7. Ha ancora qualche contatto ad Afragola? Ritorna in città ogni tanto?

Ho amato ed amo la mia Afragola. Sul muro del mio ufficio stende orgoglioso lo stemma della citta’ di Afragola donatomi anni addietro dal Prof. Luigi Grillo in una delle mie visite fatte ad Afragola. Ancora annovero tanti amici afragolesi.

8. Cosa suggerirebbe a un afragolese che volesse espatriare in America?

Per chi avra’ la fortuna di poter emigrare in questa terra e abbia volontà di lavorare, non avrà difficolta’ sulla scelta ma solo il limite ove voler arrivare.

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