lunedì 13 marzo 2017

L'arte "sotto casa".

Cupola del Santuario di San Biagio (XVI - XVII secolo).

Come scrivo spesso in questo blog, non bisogna andare lontano da casa per godere di perle d’arte di notevole bellezza. Sopratutto se viviamo in Italia, un Paese che, se lo spread si misurasse in beni artistici e non in fiducia d’investimenti, scalzerebbe gran parte dei Paesi europei, per limitarci solo al nostro continente. Chi vive nell’area a nord di Napoli, poi, è particolarmente favorito dalla presenza di innumerevoli manufatti artistici: a titolo personale, penso che solo in Puglia se la passino meglio di noi. Questo penso ogni volta che, la domenica pomeriggio, mi ritrovo a passeggiare per le città limitrofe di Afragola, il centro d’attività del nostro blog (ancora per pochi mesi, poi...vabbè, fia laudabile tacerci). Ieri, ad esempio, ho visitato il Santuario di San Biagio, a Cardito, diocesi di Aversa, dopo 6 anni dall’ultima volta. Sono rimasto affascinato da ciò che ho visto e mi era sfuggito nel 2011: le balaustre di marmo rosso, le tele seicentesche, l’acquasantiera di marmo policromo, una bella statua dell’arcangelo Michele, la pala d’altare…E poi, ecco, la cupola affrescata del transetto: un’esplosione di oro e azzurro, di bianco e blu che non sfigurerebbe a Napoli (del resto, gran parte degli arredi architettonici del tempio provengono da una chiesa napoletana distrutta nel Settecento). Adornata da 8 finestroni che riverberano la luce dall’alto al centro del transetto e del presbiterio, è adornata da quattro spicchi, che ospitano le rappresentazioni dei 4 evangelisti, ognuno accompagnato dal suo simbolo allegorico, e ospita al suo centro la Trinità che irradia luce alle figure angeliche tutt’intorno. Alternati ai finestroni, altri affreschi con ritratti di apostoli. 
Un rinfresco per gli occhi, e una magnifica cornice per i riti religiosi. 






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