domenica 23 aprile 2017

San Giorgio e la Benedictio Armentorum.



Omnipotens sempiterne Deus...”, così inizia la formula di benedizione dei cavalli, delle pecore e degli altri animali che si usava recitare in occasione della festa di San Giorgio martire, il 23 aprile, in Afragola. La nostra città, originatasi da casali rurali, e avente ancora oggi più del 50% del proprio territorio comunale occupato dai campi, ha perso la memoria della festa legata al santo cavaliere (di San Giorgio ci occupammo circa due anni fa, leggi su: LINK). Negli ultimi anni il parroco don Massimo Vellutino ha cercato di riprendere la tradizione, senza molto seguito a dire il vero, stante il cambiamento di mentalità dei tempi moderni.
Eppure, nei secoli passati, la benedizione annuale dei campi e degli armenti era un appuntamento fisso che nessuno, tra proprietari e coloni, voleva perdere, per assicurarsi dai rovesci del clima e dalle malattie dei capi bestiame. In ciò i contadini afragolesi (ma il discorso va ovviamente esteso a tutte le aree agricole d’Europa, almeno di ispirazione cattolica e in parte luterana) altro non facevano che replicare usi dei loro antenati i cui inizi travalicavano di molti secoli, all’indietro, l’era cristiana: già nella Grecia di Pericle o nell’Impero dei Persi di Serse si tenevano riti di propiziazione alle divinità della natura, subito dopo l’equinozio di primavera.

La Pasqua cristiana, cadendo tra il 23 marzo e il 24 aprile, segnava la rinascita non solo della Fede ma anche della Natura; e non sorprende che i riti cristiani antichi tipicamente agricoli si tenessero nei mesi di aprile e maggio. Come le Rogazioni, processioni del clero e del popolo per le vie di campagna, che avevano luogo una prima volta tra la memoria liturgia di San Giorgio – il 23 aprile- e la festa dell’Invenzione (= Ritrovamento) della Santa Croce– il 3 maggio – per poi replicarsi nel triduo di giorni immediatamente precedente l’Ascensione (40 giorni dopo Pasqua). Le prime prendevano il nome di Rogazioni maggiori, le seconde di Rogazioni minori: entrambi i tipi di processioni sono state abolite dal Concilio Vaticano II, e qui fia laudabile tacerci.
La festa di San Giorgio ad Afragola prevedeva la benedizione dei cavalli, delle pecore, dei bovi (scarsi nel nostro casale, a dire il vero), degli animali da cortile, posti davanti al sagrato dell’omonima chiesa o del vicino castello, per poi passare alla fiera dei cavalli, molto vantaggiosa per gli afragolesi. La fiera copriva anche la successiva festa di San Marco, e terminava dunque con l’inizio delle processioni rogazionali. Non sappiamo quando la festa fu istituita, né quando precisamente decadde. Una fonte ci informa che già negli anni Venti del Novecento la fiera equina si era spostata in estate, in occasione delle festività legate a Sant’Antonio di Padova (leggi: LINK). Né sappiamo al momento perché non attecchì la benedizione fatta in occasione della memoria di Sant’Antonio abate, il 17 gennaio, al quale Afragola pure ha dedicato un tempio. E’ probabile che si volesse una protezione più “specifica” per gli armenti (Sant’Antonio Abate è protettore di tutti gli animali, non solo quelli da cortile), in una società agricola come quella afragolese. Un indizio potrebbe trovarsi nella Santa Visita dell’arcivescovo Ottavio Acquaviva, alla fine del XVI secolo, nel 1598, che visionerò al più presto.

Qui il link per la formula di benedizione degli animali, ovviamente trascritta nell’unica lingua ufficiale della Chiesa: LINK.

4 commenti:

  1. Buonasera sig. Corcione, rimanendo in tema di Afragola e religione, vorrei indicarle, nella speranza di averle dato una mano questo link
    http://historiaaugustiniana.net/public/aidcms/documents/INABR-Testa-Titolo2.pdf
    dove a pagina 21 si parla del nostro Giuseppe Cerbone, e dello stesso si cita nelle pagine successive dove c'è anche a pag. 46 una 'Lettera del P. Cerbone ai Religiosi della Provincia'.
    Se crede che incollando questo link possa aver violato dei diritti, cancellerò il mio commento su sua richiesta. A presto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ben ritrovato signor "cregi90" (mi piacerebbe chiamarla per il suo nome di battesimo). Lei non viola nessun copyright, il commento può restare, anzi la ringrazio perché sono sempre puntuali e attenti. All'ordine agostiniano Afragola ha dato non solo padre Cerbone ma anche un Generale, padre Tommaso Credennino, di cui parlai in questo articolo di alcuni anni fa: http://vetusetnovus.blogspot.it/2014/03/afragola-sconosciuta-tommaso-credennino.html .
      Spero di fare cosa gradita condividendolo.

      Elimina
    2. http://vetusetnovus.blogspot.it/2014/03/afragola-sconosciuta-tommaso-credennino.html

      Elimina
  2. Grazie mille per l'attenzione rivoltami sono lusingato e il mio nome di battesimo è Crescenzo, cregi è il nome del mio canale youtube che condivido con mio fratello, infatti ci chiamiamo CREscenzo e LuiGI. L'articolo su Credennino lo lessi già su NuovaCittà dove riportaste anche il nome di un altro nostro illustre cittadino, il vescovo Baccina che, a proposito, era molto ben ricordato a Trevico, le riporto il link dove sono riportate tra i vescovi di Trevico, due righe commoventi della sua presenza in questo luogo
    http://www.trevico.net/base.asp?http_request=vescovi

    RispondiElimina