sabato 15 aprile 2017

#SaveRugbyAfragola.




Nota: il gruppo di ricerca “Vetus et Novus”, com’è noto, rivolge la sua attenzione in altri campi rispetto a quello sportivo. Si è tuttavia deciso di dedicarci a questa petizione, visto che il rugby rappresenta un pezzo di storia di Afragola, e noi proprio di Storia ci occupiamo.



La vicenda, se non fosse assurda, sarebbe comica.
Innanzitutto, riepiloghiamo i fatti. Nel 2008 l’amministrazione guidata dal senatore Vincenzo Nespoli manifesta l’intenzione di affidare ad un privato la gestione dello stadio cittadino “L. Moccia”, chiuso da anni. Il progetto non va in porto per varie cause, non ultima l’opposizione delle associazioni sportive a una privatizzazione del palazzetto sportivo. Nel 2013 il governo cittadino passa all’onorevole Domenico Tuccillo, che nel gennaio 2015 inaugura la riapertura dello stadio dopo 8 anni di lavoro. “Inaugurare” è un eufemismo: mentre il campo A si presentava in buone condizioni, il campo B e quello C erano ridotti a campi di patate, parte delle strutture non erano ancora terminate, e lo stesso sindaco, a onore del vero, ammise che c’era ancora molto da fare. Ero presente a quell’inaugurazione, e mi domandavo come sarebbe andata a finire. La risposta arrivò poche settimane dopo: la gestione dello stadio andò a una società di Pomigliano d’Arco dopo un bando molto contestato, nuovamente, dalle associazioni e da politici locali, perché la privatizzazione schivata sotto Nespoli sembrava avvenire sotto Tuccillo, che godeva allora della stima di molti esponenti di suddette società sportive. Il resto è storia recente: l’affido è andato, tramite una convenzione con l’amministrazione, alla squadra calcistica “Vis Afragolese”, che in cambio della cura della struttura ha il diritto di utilizzare il campo A invia, ci è stato detto, “esclusiva”. Ciò ha generato la protesta della società del rugby afragolese, che si è vista tagliare i piedi proprio verso la fine del campionato.
Ma diamo la parola agli interessati. Ho intervistato l’allenatore della squadra giovanile femminile di rugby, Armando Di Maso sulla questione.

D. In che condizioni giace lo stadio attualmente?

Di Maso: “Con l’ amministrazione Nespoli il campo è stato chiuso per due o tre anni e si era avviata la procedura per privatizzare il campo, alla quale noi ci siamo opposti dal primo momento, in quanto crediamo che in una città come Afragola e in un periodo come questo lo sport non debba essere praticato solo da chi abbia possibilità economiche. Siamo convinti che attraverso lo sport si può migliorare la società. i nostri ragazzi da 35 anni non pagano un euro né per l iscrizione né per la retta mensile. Siamo volontari e ci servirebbe l appoggio delle istituzioni x ampliare e migliorare i nostri progetti. L’ amministrazione attuale guidata da Tuccillo ha perseguito l’ obbiettivo di dare un in gestione il campo. Dopo un primo bando la struttura è stata assegnata ad un ditta di Pomigliano, noi continuavamo a giocare sul campo A in alternanza alla Vis Afragolese”.

D. La gestione ha avuto successo?

Di Maso: “Questa gestione è miseramente fallita dopo pochi mesi. Il sindaco ha continuato ad indire bandi andati deserti e nel frattempo ha speso altri 30 mila euro per il rifacimento del manto erboso tenendo di fatto chiuso il campo per tutta la stagione e obbligandoci con le nostre tante squadre a fare i nomadi su i vari campi della Campania creandoci non pochi problemi”.

D. Arriviamo ai fatti recenti: cos’è successo precisamente?

Di Maso: “Nei giorni passati la ditta che ha sistemato l’ erba ha ultimato i lavori, noi abbiamo fatto richiesta per una partita under 14 femminile. Dal Comune ci hanno risposto che non possono concedercelo in quanto lo hanno affidato in via esclusiva alla Vis Afragolese calcio. Questa scorrettezza che abbiamo subito è la peggiore nel corso della nostra storia”.

D. Quale ufficio comunale vi ha dato questa risposta?

Di Maso: “Questa risposta che abbiamo ricevuto è a firma della dott. Iroso, sollecitata dal sindaco. Non è stato fatto nessun bando e noi abbiamo fatto un esposto per verificare la validità e legittimità dell'atto. Vorrei chiarire una cosa: noi del rugby Afragola non abbiamo nulla contro la Vis Afragolese calcio ma contro l’amministrazione comunale”.

Una specificazione alla quale ci uniamo. Perché il punto è questo: se lo stadio è comunale, perché lo si affida in via esclusiva a una sola società? Perché tale società finanzia i lavori? Va bene, ma quando è stato indetto un bando per l’affido in via esclusiva a detta società? E perché al calcio e non al rugby?
Forse perché le urne sono vicine – fra un anno si vota – e si vogliono acquisire consensi? Nel mentre che arrivino le risposte – ma chissà perché crediamo che non arriveranno così presto – ci uniamo alla petizione social, arrivata anche oltre regione, per salvare un pezzo di storia sportiva locale. Restando sempre a disposizione, ovviamente, per chi delle due parti in causa (tre, considerando l'amministrazione comunale), volesse riferirci la propria. 

#SaveRugbyAfragola





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