venerdì 19 maggio 2017

Un Mozzillo casoriano.

Un tardo Mozzillo non tanto lontano.

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                             Angelo Mozzillo e l’edicola da salvare (LINK).


I miei quattro lettori si saranno avveduti che questo mese il blog è imperniato alla riscoperta di Angelo Mozzillo, pittore afragolese del XVIII secolo, nostra vecchia conoscenza ormai. Mozzillo dipinse praticamente ovunque in Campania ma, come scrissi in un precedente articolo, l’attenzione del nostro gruppo di ricerca – formato da Pina L., Tina DM e me – si sta concentrando sulle opere del maestro custodite nell’area napoletana e nolana, per trarne un primo catalogo ragionato, base per discorsi futuri più ampi. Sono parco di notizie non tanto per la scarsità (documenti sul maestro e immagini delle sue tele aumentano mese dopo mese da tempo) ma per evitare “scopiazzamenti” da parte di professoroni che non disdegnano di prelevare da siti altrui fonti e foto senza citazione. E’ già successo, proprio con Mozzillo due anni fa, quindi mi limito oggi brevi interventi per non far cadere l’attenzione del mio ristretto pubblico.
Oggi vi lascio questa immagine, opera tarda del maestro risalente al 1802 (Mozzillo morirà 8 anni dopo). E’ intitolata “San Mauro benedice Casoria” e ritrae il santo, attorniato da angeli e col pastorale, mentre benedice Casoria, ritratta nel livello inferiore del dipinto, custodito nell’omonimo tempio casoriano. La Basilica di San Mauro ospita anche altre opere mozzilliane, fra cui un pregiatissimo “San Raffaele e San Tobia” che ha confermata una delle mie personali ipotesi sull’autore (che non espongo qui). La foto mi fu inviata anni fa da un amico anche lui appassionato di Mozzillo, Pietro P., e la lascio volentieri al web, vista anche la facilità con cui si può riprodurla dal vero – anche se convengo che perfino Casoria, città confinante con la nostra, sia lontana per gli appassionati d’arte in pantofole.



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