lunedì 12 giugno 2017

Afragola d'arte. Basilica di Sant'Antonio - Navata destra.

Vincenzo Severino, Immacolata tra angeli, venerata da Papa Pio IX e Giovanni Duns Scoto, 1918

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La navata destra è la più povera delle tre, artisticamente parlando. Realizzata in sostituzione delle cappelle laterali sotto i guardianati dei padri Villano e Litto1, consta in 5 spazi quadrangolari, tutti affrescati da Vincenzo Severino durante il periodo 1918-19.
Il primo spazio ospita un quadro della Madonna di Pompei, posizionato al centro di un grande riquadro di marmo pregiato. Una balaustra in marmi bianchi e rossi chiude l’area corrispondente all’antico altare della cappella. Il secondo spazio corrisponde alla cappella di Santa Elisabetta (intitolazione inusuale nell’ambito afragolese), e ha la volta suddivisa in stucchi dorati che delimitano le lunette, nelle quali sono rappresentate Scene della vita di Santa Elisabetta: in senso orario abbiamo “Apparizione di Gesù a Enrico, marito di Elisabetta”, “Apparizione della Vergine”, “S. Francesco consegna la Regola a S. Elisabetta” e “S. Elisabetta incoronata da Gesù, da S. Francesco e da un angelo” e nelle lunette “S. Elisabetta elemosiniera “ e “S. Elisabetta p reintegrata dei suoi beni”. 
La vetrata con Dante.
Il terzo spazio è dedicato all’Immacolata e presenta pitture con Scene della vita della Vergine: abbiamo “L’Immacolata venerata da Papa Pio IX e Giovanni Scoto con angeli”, “Presentazione di Maria al Tempio”, “L’Annunciazione”. Molto particolare l’opera di volta, dove Papa Pio IX (1792 – 1878, Pontefice dal 1846) e Giovanni Duns Scoto (1265 – 1308) sono entrambi davanti alla Vergine, in un felice legame che supera l'anacronismo storico. Pio IX, Pontefice che proclamò il dogma dell'Immacolata Concezione celebrato ogni anno l'8 dicembre, potè infatti superare le obiezioni portate a questo dogma proprio grazie ai ragionamenti filosofici di Scoto vissuto 5 secoli prima. Nella parete troviamo una vetrata, realizzata dallo studio Cembalo di Napoli nel 1991, che rappresenta in maniera stilizzata la Vergine, con ai piedi San Francesco, Santa Chiara, un frate e...Dante Alighieri, con tanto di corona d'alloro! Che ci fa il Sommo Poeta nella Basilica di Afragola, per quanto ripreso in un'opera recente? Il legame riguarda la lode che l'Alighieri dedica all'Immacolata nel XXXIII canto del Paradiso, versi che furono definiti di “pura teologia mariana” e per questo ripresi perfino nella Liturgia delle Ore. Riporto i primi versi del Canto (1 – 27).

Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura, termine fisso d'etterno consiglio,
tu se' colei che l'umana natura
nobilitasti sì, che 'l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l'amore,
per lo cui caldo ne l'etterna pace
così è germinato questo fiore.

Qui se' a noi meridïana face
di caritate, e giuso, intra ' mortali,
se' di speranza fontana vivace.

Donna, se' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre,
sua disïanza vuol volar sanz'ali.

La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fïate
liberamente al dimandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s'aduna
quantunque in creatura è di bontate.

Or questi, che da l'infima lacuna
de l'universo infin qui ha vedute
le vite spiritali ad una ad una,

supplica a te, per grazia, di virtute
tanto, che possa con li occhi levarsi
più alto verso l'ultima salute.


Il quarto spazio, dedicato a Santa Lucia, osserviamo similmente alle altre cappelle delle pitture con Scene della vita di Santa Lucia: a partire dalla volta, notiamo “La Gloria di Santa Lucia”, “S. Lucia davanti al governatore Pascasio” e “S. Lucia riceve il martirio”. Anche qui abbiamo una vetrata istoriata, con Sant’Antonio che domina il prospetto della Basilica (che al momento di realizzazione della vetrata aveva il titolo di Santuario).
Il quinto e ultimo ambiente era dedicato a San Giuseppe, e difatti presenta affreschi, piuttosto malandati a dire il vero, con Scene di San Giuseppe e della Sacra Famiglia. Nella volta, scompartita da stucchi come la seconda cappella, vediamo ritratte “La Sacra Famiglia”, “Natività”, “Fuga in Egitto”, “Gesù nel Tempio, “”Gesù al lavoro con S. Giuseppe”, “Morte di San Giuseppe”. Quest’ultima opera riprende un tema poco rappresentato nell’area napoletana, nonostante il forte culto per la figura del padre putativo di Gesù.

Nota:


1 Gianfranco d’Angelo, Sant’Antonio in Afragola, 1994, p. 36.

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