sabato 24 giugno 2017

Un Belvedere d'altri tempi.

Piazza Belvedere nel 1886.


Penultimo appuntamento con il ciclo di dipinti realizzati da Augusto Moriani nel 1886 per decorare il piano nobile del Palazzo municipale (di cui ci occuperemo a luglio con un articolo dedicato).
Dopo le piazze delle tre storiche chiese parrocchiali, il pittore ritrae il cuore dell’Afragola moderna (moderna ai suoi tempi). Piazza Belvedere.
Annesso il Regno duosiciliano a quello sabaudo, Afragola si ritrovò con una nuova amministrazione vicina ai potenti arrivati nel 1860. Il primo sindaco del nuovo corso fu Vincenzo Maiello, indagato per brigantaggio e camorra pochi mesi dopo aver preso la carica. Di lui e del fenomeno del brigantaggio ad Afragola parleremo nel corso dell’estate, verso la fine della stagione, ma ai miei quattro lettori non dò scadenze fisse perché una ricerca seria richiede tempo e discernimento delle fonti, e io non vivo solo per Vetus.

Tornando al tema di oggi, Afragola dopo l’annessione vide svilupparsi un nuovo quartiere, proiettato verso sud, lungo l’asse viario che conduceva a Casoria e quindi a Napoli. Il centro storico fu abbandonato dalla “borghesia”, termine improprio per indicare quell’insieme di artigiani, proprietari terrieri, commercianti, liberi professionisti che nell’Afragola ottocentesca non riuscirono mai a costituire la classe media così come viene storicamente intesa. L’area adiacente al Santuario di Sant’Antonio, un tempo in aperta campagna, si urbanizzò, e ancora oggi costituisce l’unica “agorà” di Afragola (in compenso nel corso del Novecento i grandi proprietari si trasferirono in gran parte nei nuovi quartieri residenziali dell’Oberdan e del Gelsomino). Piazza Belvedere, di cui già scrivemmo a proposito delle trasformazioni ottocentesche (leggi qui: LINK, e vedi foto a fine articolo), si pose quindi come nuovo sbocco cittadino e come nuovo centro residenziale.
Il dipinto (che come gli altri tre è un soprapporta) è del 1886. In esso sono evidenti le influenze della Scuola di Posillipo napoletana in Moriani: il cielo, di un azzurro vigoroso e punteggiato dalle nuvole, il verde dei pini mediteranei, il rosa intenso del palazzo. Il lato destro è occupato da Palazzo Cocco, quasi ad angolo con lo slargo di Piazza Gianturco, e per questo visibile fin dall’inizio del Rettifilo, dal punto dove sorge l’aiuola della ghiera metallica a Casoria. In fondo vediamo la mole di Palazzo Ciaramella, di cui distinguiamo appena i due livelli, quello di base occupato oggi da un esercizio commerciale e la loggia superiore.
Il lato sinistro della piazza non è edificato (come possiamo vedere anche dalle foto sottostanti) e l’unico struttura edilizia presente è un lungo muro che corre verso ovest. L’elemento più caratterizzante del dipinto è certamente il tram a vapore sul lato destro. Il tram sta arrivando da Napoli e intravvediamo nella cabina di locomozione il macchinista, mentre due persone stanno aspettando il momento della fermata per salirci. Dall’altra parte della piazza, all’ombra dei palazzi, si muove una carrozza, che trasporta a sua volta altri passeggeri. C’è davvero un tocco da “vetus et novus” in questa illustrazione: il “nuovo” della macchina a vapore e il “vecchio” della carrozza a traino animale.
La Tranvia Caivano – Napoli, passante per Afragola lungo l’asse delle attuali vie Murillo di Cardito – Corso Meridionale- De Rosa – Morelli – Sanfelice e sboccante al Belvedere, iniziò le corse nel 1881 e le cessò definitivamente nel 1957, tagliando fuori da allora il centro storico da ogni collegamento di trasporto pubblico con la parte nuova della città.


Ci resta da trattare, riguardo al Moriani, il grande affresco del Salone del Palazzo di città. Ma lo faremo un’altra volta.


Piazza Belvedere negli anni Venti del Novecento.

Piazza Belvedere negli anni Cinquanta circa del Novecento.

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