martedì 1 agosto 2017

Liu Xiaobo e Afragola.

Liu Xiaobo e Liu Xia nel 2009.

Solo adesso che il carico di lavoro ingrato inizia a venire meno e a lasciare tempo libero, ho tempo per ricordare Liu Xiaobo (1955 – 2017), morto lo scorso 13 luglio per un cancro. Liu Xiaobo è stato un attivista per i diritti umani in quella Cina che rappresenta ancora oggi, nonostante facciamo finta di dimenticarcelo o di non sapere, un regime comunista in pieno sviluppo. Promotore della “Carta 08” sulle libertà negate dai comunisti cinesi, fu imprigionato nel 2009. Mi occupai di lui nel 2010, dopo che gli conferirono il Premio Nobel per la Pace, forse in un tentativo, da parte dell’Accademia scandinava, di far dimenticare la figuraccia del precedente Nobel pacifista assegnato a Obama, uno dei Presidenti USA più guerrafondai dai tempi di Truman. Con il gruppo politico “Giovane Italia Afragola”, di cui ero vicesegretario, svolgemmo una campagna di sensibilizzazione dell’ostica opinione pubblica afragolese sul destino di questo cinese dal viso tranquillo di cui più nulla si sapeva. 
Ricordo i gazebo, la mozione presentata al Consiglio comunale (la riporto sotto, con leggere modifiche), l’impegno per quello che era il primo grande evento del gruppo in città. La Giovane Italia Afragola si è sciolta nel 2013, ma io l’avevo lasciata molto prima, nel novembre 2011. Adesso ci ha lasciato anche Xiaobo, uomo che non ha avuto la soddisfazione di vedere la sua Cina evolversi nel rispetto dei diritti universali di uomini e animali (come gli orsi). L’attivista non conosceva Afragola, ma Afragola, almeno per un mesetto, seppe chi era e cosa faceva nel mondo. Erano tempi, quelli all’inizio di questo decennio, in cui questa città era ancora viva e vivibile, a differenza di oggi che si va sempre più napoletanizzando e incancrinendo.

Liu Xiaobo:una battaglia per la libertà

Da settimane ormai il Premio Nobel Liu Xiaobo è agli arresti domiciliari su disposizione diretta del regime di Pechino, che non approva le iniziative messe in atto dal prigioniero in favore della libertà di pensiero. Liu Xiaobo, professore universitario, fu tra i firmatari di Carta08,un documento che denunciava al mondo la censura che il regime comunista cinese attua costantemente nella vita del più numeroso popolo della Terra, in ogni campo: lavorativo, religioso, tecnologico e soprattutto informativo. Il testo chiedeva inoltre alla comunità internazionale di fare pressioni su Pechino affinchè la stretta fosse annullata ,e non ci fosse più un sistema di limitazioni che entrava direttamente nelle vite dei cinesi. Il governo non approvò tale documento e incarcerò nel 2009 Xiaobo, ritenendolo l’ispiratore dello stesso. La Reale Commissione del Premio Nobel laureò col prestigioso riconoscimento il professore nel 2010, ma nemmeno ciò servì a smuovere il presidente Hu Hintao dalla sua decisione. Così si mobilitò, nell’autunno dello scorso anno, una campagna di sensibilizzazione atta a far conoscere al mondo civile la storia di Xiaobo e della moglie Xia, anche lei di fatto agli arresti per aver voluto seguire il consorte. La Giovane Italia Afragola, insieme alla filiera pidiellina dei comuni limitrofi,ha raccolto più di 300 firme a favore del professore,e ora chiede una posizione del Consiglio comunale di Afragola sulla questione, con l’esposizione dei manifesti coi volti dei due prigionieri dal balcone del piano nobile del Palazzo municipale.

Ottobre 2010
Il vicesegretario

Domenico Corcione

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