Chi è Domenico Corcione?

E' un divulgatore storico di Afragola (Napoli), studioso di Storia medievale, in particolare del Papato, e di Storia locale.
Liberale da sempre, diventa segretario della sezione afragolese della "Giovane Italia", movimento politico giovanile del Popolo della Libertà, fondata l'11 gennaio 2010. Il 15 novembre 2011 si dimette dall'incarico e lascia il movimento, che ormai non rispecchiava più i suoi valori, dopo mesi di contrasti interni allo stesso. Il giorno dopo, anche Silvio Berlusconi si dimette dall'incarico di Presidente del Consiglio dei ministri (un caso?).

Nel maggio 2010 realizza la "Raccolta delle fonti della cappella di Santa Maria la Nova seu la Scafatella", pubblicazione che mostra per la prima volta le foto interne del tempio rurale afragolese (nessuno ci aveva ancora pensato).
Il 25 marzo 2012 organizza la mostra "Volti d'Italia", con l'esposizione di 40 ritratti biografici di altrettanti personaggi dall'Italia postunitaria a oggi, e il 24 novembre dello stesso anno, in collaborazione con la sezione afragolese dell'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di guerra, modera il convegno "Il nonno racconta...".
E' autore di numerosi articoli storici, culturali e di opinione su testate cartacee e interattive, locali e nazionali.
Dal 2011 collabora continuativamente con "Nuovacittà", il maggior settimanale politico- culturale di Afragola.
Dal 2013 al 2014 è redattore della rubrica "Afragola sconosciuta" sul giornale web "La Fragola Napoli" (con contributi pubblicati anche da "Meridiana Magazine"), dedicata ad aspetti, persone luoghi ignoti o dimenticati della città a nord di Napoli e, dal febbraio 2014, anche della rubrica "Il Ventre di Napoli", riguardante la storia e gli angoli meno in vista della capitale del Sud.
Dal 1 gennaio 2016 cessa la collaborazione con "La Fragola Napoli".

Il 3 febbraio 2014 fonda "Vetus et Novus", blog storiografico- esplorativo e di opinione, che diventa una piccola ma importante realtà divulgativa storica dell'area a nord di Napoli, diventando punto di riferimento di studiosi, laureandi e copiatori dal copia-e-incolla facile.
Debutta nel panorama storiografico locale nel settembre 2014 con "Il caso Afragola", primo passo verso una sistematica raccolta delle fonti critiche della storia locale afragolese, edita da Borè editore, che viene presentato ufficialmente il 9 maggio 2015.
Il 14 febbraio 2016, presso la sede dell'Associazione Mutilati e Invalidi di Guerra di Afragola, modera il dibattito "Vittime di un solo odio", dedicato al tema delle foibe, con testimonianze dirette degli istriani e dei reduci del secondo conflitto mondiale.
Per il tardo autunno 2016, è prevista la seconda edizione, riveduta e notevolmente ampliata di documenti e immagini esclusive, de "Il caso Afragola".

Contatto mail: domenicocorcione1@libero.it


29 commenti:

  1. Buongiorno sig. Corcione, vorrei farle i miei complimenti per il blog e per i suoi articoli su Nuovacittà, lei è il punto di riferimento per chi come me ama la storia di Afragola, la terra dei miei nonni e dei miei genitori, che mi cresce come una madre affettuosa, ed è per questo che solo a lei, che è credibile e professionale, posso chiederle se può soddisfare delle mie curiosità su storie che riguardano la mia città:
    1- La figura di Ippolito Cavalcanti;
    2- La storia della chiesa (o ex-chiesa) di Santa Veneranda;
    3- Da quando e perchè Sant'Antonio è il nostro Patrono;
    4- Se è vero che c'era un piccolo cimitero 'dei poveracci' nei pressi della Scafatella oggi 'nascosto' dall'immondizia.
    Ancora complimenti.

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    1. Sono onorato di tanta attenzione e ringrazio per la stima.
      Riguardo alle curiosità:

      1. Su Ippolito Cavalcanti ho raccolto del materiale, ma devo attendere a ricerche più accurate e a un confronto delle fonti, poiché voglio essere sempre certo di quello che scrivo prima della pubblicazione.
      2. Su santa Veneranda c'è da dire parecchio, e non escludo un articolo in merito prima di Natale.
      3. Sul patrono, o meglio i patroni della città, ho già pronto un articolo, che sarà pubblicato entro i prossimi 10 giorni.
      4. Confermo l'esistenza del cimitero. Vi seppellivano gli appestati e chi moriva di malattia nei casali di Afragola, Casalnuovo e forse Licignano e Acerra. Negli anni sessanta del Novecento divenne quello che è oggi: una discarica.

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    3. Di sobbalzo le stavo domandando 'in che senso i patroni della città?' però credo che sia giusto aspettare l'articolo. Grazie per avermi gentilmente risposto, attendo con piacere di leggerli, buona serata.

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  2. Buongiorno sig. Corcione, ho letto il suo articolo su San Gennaro, non credevo che fosse stato il nostro patrono. Nel giorno del festività del suddetto santo Afragola sembra in festa, credevo che fosse il nostro classico atto di 'defraulesizzazione' in favore di Napoli, come se Napoli fosse LA REALTA' principale e la provincia non è altro che una 'mera espressione geografica'. Le chiedo se può chiarirmi le idee, ma chi è davvero il nostro Santo Patrono allora? E' vero che Sant'Antonio è patrono de facto e non de iure perchè al suo passaggio sulle spalle dei francescani sul finire del '600 miracolò la nostra città da una terribile pestilenza?

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    1. Il culto di Sant'Antonio da Padova è anteriore di oltre un secolo all'arrivo dei francescani in città, come si legge nella Santa Visita del 1542 riguardo agli altari di patronato a lui dedicati,e come mostra un affresco nella chiesa di San Marco in Sylvis e firmato con la data del 1521. I frati arrivarono da noi nel 1631, per esplicita richiesta del syndicus dell'epoca mio omonimo, Domenico Corcione. Non mi risulta che dietro la richiesta del Corcione ci fosse un motivo di ringraziamento per un miracolo (in quell'anno c'era stata l'eruzione del Vesuvio, ma Afragola non risultò coinvolta nei disagi che colpirono la costa). Riguardo San Gennaro, non si sa attualmente come sia arrivato da noi il suo culto, e perché Afragola sia l'unico comune della provincia, assieme a Napoli, ad averlo come patrono (ci sono altri tre comuni che lo considerano tale, ma come COMPATRONO). Una spiegazione possibile potrebbe partire da una mia idea riguardo la chiesa di Santa Maria, però mi dilungherei troppo, e ne parlerò prossimamente con un articolo al riguardo.

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  3. La ringrazio per avermi risposto, l'idea di un ringraziamento per un miracolo è suggerita da un articolo pubblicato l'anno scorso da un giornale locale, era un'informazione molto importante per questo le avevo chiesto se fosse vero.

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  4. Chiedo scusa per il mio carattere da scassacacchio, il fatto è che mi fido solo di lei per notizie così importanti. Roccolgo da 5 anni tutti i giornali politici locali, e sono riuscito a trovare la notizia sul motivo per cui San Antonio è patrono a furor di popolo. E' a pag.1 del numero 354 di Cogito pubblicato e distribuito il 31 maggio 2015

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    1. Non ho letto quella pubblicazione, ma sono certo che l'arrivo dei frati ad Afragola non ebbe cause miracolistiche et simila. Certamente ci sono eventi miracolosi legati al santuario e alla statua del Santo, ma dopo il loro arrivo, non prima.
      Non è affatto un fastidio rispondere ai commenti dei lettori. Solo, le chiedo se può farlo in calce agli articoli specifici, così anche altri potranno avere informazioni supplementari (questa pagina di informazioni personali è la meno letta in assoluto, ahimè :) ).

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  5. Auguri di Buona Pasqua sig. Corcione

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    1. Leggo solo adesso. La ringrazio, e ricambio con ritardo.

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  6. Buongiorno sig. Corcione, so che dovrei scrivere in altri articoli del blog, ma dovrei farle un commento per cui è difficle trovare un articolo sotto cui commentare, allora mi 'riparo' qua. Chi le scrive è il solito scassacacchio che si presenta in duplice veste, quella di cittadino di Afragola, amante della nostra terra, quella dei nostri padri, dei nostri nonni, dei nostri avi, e quella di cittadino di Napoli, ossia quello che va all'Università a Fuorigrotta e spiega ai suoi amici che la mia città non è solo la parte non sana delle Salicelle e i Moccia. Le scrivo per invitarla a continuare a svolgere il suo lavoro, a ricercare la verità e a scrivere libri ed articoli, su tutto ciò che è la cultura e la storia della nostra città, piena di problema ma fortunatamente anche ricca di potenziali, un giorno da sfruttare soprattutto considerando che con l'apertura della TAV saremo inevitabilmente 'sommersi' da 'gente da fuori', ed è necessario conoscere, conoscere, conoscere. Attendo con fervore il suo libro. Continuate a parlare della mia terra di cui c'è tanto da parlare, anche troppo. Ad esempio i suoi dossier su Afragola d'arte le permette di non annoiarsi perchè qui di chiese aperte ai fedeli ce ne sono tante, e sono tante anche le chiesette sconsacrate e/o non più esistenti. Le chiedo di andare avanti con questo lavoro e in particolare di fare dei dossier (sulla falsa riga di Afragola sconosciuta e di Afragola d'arte) sui palazzi (come quello di Castiello, Gargiulo, Majello...), sulle statue e sulle cappelle rurali ed urbane. Le chiedo anche un occhio sulle personalità di Afragola, soprattutto quelle che riguardano chi 'si diede da fare' per diventare VIP (che angosciante termine) in tanti ordini religiosi, come la biografia che fece attorno alla figura di Tommaso Credennino, e di Afragolesi ce ne sono decine e decine, senza dimenticare le figure importanti ma conosciute fuori dall'ambito religioso (Ippolito Cavalcanti, Giambattista Iovino, Domenico Antonio Cimmino, Giuseppe Castaldo, Giuseppe Cerbone.....). E sulla storia di Afragola? Quanto ce n'è... il 'Codice di Afragola' del '700, i tesori trovati (pezzo per pezzo) ad Afragola riguardo le influenze pre e durante il dominio romano, la storia di Masaniello che voleva distruggere la nostra città e della unificazione dei nostri feudi ai tempi del barone Bozzuto.... La prego non smetta

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    1. La ringrazio per la stima. Di idee ne ho tante, e lei ne ha anticipate parecchie che ho già in cantiere. Se vado a rilento è per non mettere troppa carne al fuoco in una sola volta, e anche la media dei 6 articoli al mese che scrivo, con tutto quello che ho da fare, a volte mi assorbe tempo. Ma non si preoccupi, Vetus et Novus ha ancora molto da dire.

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  8. Continuo a scriverla, mi scusi, però questa domenica sono andato a Limatola (BN) ai mercati allestiti nel castello medievale e ho notato che lì hanno sfruttato ogni minimo particolare per portarci indietro nel tempo, è impensabile che qui non si faccia lo stesso. Per esempio circolano su Internet un paio di pdf riguardanti i costumi afragolesi del '700 e dell'800. Possibile che non ci sia nessun sarto che riesca a riprodurli per farli almeno indossare a coloro che distribuiscono il pane consacrato durante la festa di Sant'Antonio?

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  11. Ci sarebbero tante altre idee dal contenuto culturale che avrei in mente, semplici ma sfiziose e poco dispendiose e che desidero discuterne con lei nel suo blog, sempre se lei vuole ovviamente

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    1. Ma certo che voglio! Accetto sempre spunti dei lettori. Ma potremmo anche fare una conoscenza diretta, se lei vuole.

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  12. Ne sarei onorato, magari potremmo incontrarci per chiederle una sua firma sul retro della copertina del suo libro 'il caso Afragola' il prossimo anno.

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  13. Le idee che girovagano nella mia testa sono 'a costo zero' e riguardano l'ambito culturale e spero siano utili almeno per una riflessione da parte sua. Incomincio:
    Perchè non si riprendono le iniziative politiche della domenica ecologica e quella di 'un albero ogni nato'?
    Su suggerimento del direttore di Cogito Antonio Iazzetta, perchè non si permette l'apertura di un chioschetto nella villa comunale, permettendo al proprietario dello stesso degli sgravi fiscali in cambio di manutenzione e pulizie ordinarie?

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  14. Ok, forse quelle idee richiederebbero la presenza finanziaria del comune, ed è ciò che andrebbe evitato per non cadere nelle mille trappole burocratiche. Altre idee invece potrebbero essere realizzate coinvolgendo le parrocchie, le scuole e le associazioni civili locali.
    Ad esempio, dal momento che la maggioranza degli Afragolesi è devota alla figura della Madonna di Pompei e al beato Bartolo Longo, perchè non si permette un gemellaggio con la città di Pompei? Magari approfittando della presenza del Mons. arcivescovo Tommaso Caputo, che è Afragolese DOC.
    Una mossa del genere si sposa a pennello con l'idea del turismo religioso che coinvolgerebbe anche i comuni vicini (come lei scrisse qualche tempo fa), e dal momento che grazie alla TAV arriveranno tanti turisti, sarebbe sfiziosa l'idea di collocare dei bassorilievi raffiguarnti le stazioni della Via Crucis nelle strade principali delle nostre città, usate come tappe-guida da percorrere per i turisti stessi.
    Sempre per i turisti, sarebbe utile realizzare un sito web in Italiano/Inglese per 'viaggiare' ad Afragola con una mappa virtuale stile Google Earth, usando però anche dei collegamenti ipertestuali per cliccare sui vari edifici e leggere le informazioni e la storia delle varie chiese, la storia delle statua, gli eventi organizzati e da organizzare nei vari edifici civili, ma anche tutto ciò che è la storia, la cultura, il folcklore, i personaggi della nostra città....
    Molte strade poi, sono prive di nomi ufficiali, le traverse di via Arena in primis. Sarebbe utile sfruttare questa situazione per rispolverare la nostra identità usando i nomi di Borbonica memoria (Angelina Romano, Pontelandolfo, Pietrarsa, Ferdinando II...)

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  15. Le parrocchie potrebbero essere attive in tante iniziative, come quella di riprendere le vecchie feste religiose cadute in disuso, ma anche di idearne di nuove e suggestive, come l'infiorata, stile quella di Genzano, in una forma molto sperimentale all'inizio, ovviamente, facendo coinvolgere i ragazzini per la realizzazione delle opere floreali. La parrocchia dei Missionari dei Sacri Cuori potrebbe recuperare il teatro vicino e mettere in atto ad esempio le opere del nostro amato Aspreno Rocco, mentre i frati della Basilica di Sant'Antonio potrebbero creare uno spazio nel loro cortile per i preziosi reperti archeologici trovati nella nostra città i quali troverebbero finalmente una 'casa' invece di essere riseppelliti

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  16. Perchè non organizzare un piano sportivo annuale per i disabili?
    L'Afragolese è priva di un inno ufficiale, sarebbe bello averne uno con i testi del prof. Gennaro Piccirillo e le musiche di una band locale, magari scelta tramite un concorso su internet.
    Rimini è famosa per l'Italia in miniatura, perchè non coinvolgiamo le scolaresche per realizzare invece l'Europa in miniatura? magari esponendo i monumenti del continente in Pineta.
    E' invece sfiziosa l'idea di riprodurre i costumi dei nostri antenati Afragolesi del '700 e dell'800, per essere indossari durante le feste principali locali.
    So che ad Afragola fino a qualche anno fa c'era un rinomato artigianato dei cappelli in canapa, sarebbe bello riallacciare quella tradizione, magari collaborando con la vicina Frattamaggiore dove ultimamente sta tornando in auge la produzione di questa importante pianta.
    Nelle scuole locali invece, si dovrebbero convincere i professori di matematica delle scuole medie a 'sacrificare' un'ora a settimana per lo studio di fisica, mentre si dovrebbere convincere i professori di ed. fisica degli istituti superiori a sfruttare una delle due ore settimanali per fare corsi di autodifesa, in risposta al bullismo e alla microcriminalità.
    Va infine concessa ai professori di storia la facoltà di studiare il Risorgimento scegliendo di seguire il libro di testo o di permettere ai ragazzi di effettuare una ricerca 'a casa' e confrontare poi le fonti in aula

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  17. Un'ultima idea mia è frutto dell'esperienza avuta nella zona ospedaliera di Napoli, reparto maxillo-facciale, dove ho fatte due nottate con e per mio fratello. Abbiamo condiviso la stanza con due professori ed un extra-communitario Ghanese e con felice sorpresa scopro che abitiamo entrambi ad Afragola e a poco più di 100 metri di distanza. Mi racconta la sua storia: deve essere operato al volto perchè gli hanno dato delle martellate, e io penso 'che vigliacco questo stronzo razzista'. E invece è stato un suo connazionale, del Ghana a procurargli quelle ferite. Io gli dico:'scusa, tu fuggi dal Ghana per non morire per mano di qualcuno della tua terra a causa di qualche guerra, viaggi per tutto il Nord-Africa, superi il Mediterraneo, raggiungi l'Italia per miracolo, vieni da noi ad Afragola, e sei quasi in fin di vita a causa di uno del Ghana come te?'. Lui alza le spalle per dire 'E che ti devo dire?'. Io gli dico se conosce Pertini, per portarlo a questo ragionamento: noi Italiani nel '43 fummo invasi dai Nazisti e tanti Italiani rimasero qui a combattere, altri fuggirono all'estero per creare partiti clandestini per decidere sul dafarsi, per ritornare in Italia e combattere i Tedeschi, appunto come fece Pertini aiutandoci così a conquistara la nostra libertà, perchè non fate voi lo stesso?'. Ti giuro che questa è stata la sua risposta (singhiozzata, perchè parlava poco in Italiano): 'io non sono scappato per la guerra, in Ghana non c'è la guerra, ma per fame, lì il presidente non è 'buono', e non facciamo nulla perchè siamo ignoranti' (ho dovuto dirgli io che i dittatori stanno lì come 'garanzia' di Stati come Stati Uniti, Francia o Inghilterra per sfruttare i loro territori). Gli Africani scappano senza tentare una ribellione perchè non sanno cosa fare, non conoscono la storia della propria terra, non hanno modo di riconoscersi come popolo, chi invece rimane per combattere, incontra Al Qaida e fa la fine di Boko-Haram. Perchè gli Africani non scappino dai loro territori è necessario, secondo me, seguire questa logica: chi si rifugia in Italia deve arrivare sapendo che qui le regole vanno rispettate, anche perchè chi le rispetta dimostra di voler collaborare con chi li vuole aiutare, altrimenti BREXIT. Una volta qui, bisogna dare a loro le energie spirituali, politiche e materiali giuste affinchè si organizzino in partiti clandestini per capire PER CHI, DOVE, CONTRO CHI, CON COSA COMBATTERE, per liberare il loro Paese, e far decidere se vogliono rimanere qui o vogliono ritornare nel loro Paese. Per gli Africani non serve pietà o rancore, ma bisogna dare a loro gli strumenti giusti per conoscere, combattere e... sognare. Qualora si dovesse, quindi, organizzare di nuovo E' Natalemozione, ritengo giusto dare una casetta per un 'rappresentante' di ciascuno stato Africano, come fosse una 'finestra' grazie alla quale gli Africani riescono ad apprezzare meglio le proprie origini dando loro uno scatto d'orgoglio e la forza di fare qualcosa per il loro paese, e contemporaneamente noi Italiani abbiamo modo di conoscere il loro mondo sul serio, ascoltando le loro musiche, osservando il loro modo di scrivere, gustando i piatti di quei territori, guardando le loro vesti, leggendo la storia dei loro regni prima dell'avvento della colonizzazione Europea... . La conoscenza è potenza.

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  18. Auguri di Buone feste sig. Corcione

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